Vittoria e le ‘sentinelle’ del Pd: “Nessuna nuova corrente, ma…”

0
161

Avellino – “Temevamo di non esserci e invece eccoci qua, con uno straordinario risultato, pronti a contribuire alla rinnovata costruzione del Pd”: così l’area Marino/Vittoria si è presentata alla stampa dopo il verdetto delle Primarie. L’incontro si è tenuto questa mattina presso il Coordinamento Provinciale di Avellino ed ha visto al tavolo dei lavori il candidato alla segreteria regionale Franco Vittoria, il coordinatore provinciale della mozione, Franco Iovino, ed il neoeletto delegato all’Assemblea Regionale – insieme a Roberta Santaniello, Gelsomino Grasso e probabilmente Annunziata PatiernoGennaro Romei. Dall’esito delle votazioni al susseguente riassetto del partito, dal congresso provinciale alla nuova idea di Pd e ancora, dai contenuti alle alleanze: molteplici i temi affrontati dai tre per una ricetta, quella della mozione di riferimento, che si attrezza per il futuro sotto gli slogan del pluralismo e del rinnovamento.
“Abbiamo vinto la nostra scommessa”: ad aprire la discussione Franco Iovino, che non ha nascosto la soddisfazione per un dato che ha restituito una percentuale superiore al 18% su base regionale, ma che – come più volte è stato sottolineato da tutti nel corso dell’incontro – sommato ai numeri di “Territori e nuove generazioni”, sfiora praticamente il 35%. Cifre importanti, insomma, che pesano e non poco sul ristrutturando equilibrio del partito, ma guai a parlare dell’area come dell’ago della bilancia o peggio ancora come di una nuova corrente. “Non facciamo parte della politica delle appartenenze – ha detto Romei – e non siamo né la mozione degli ex né quella delle ics”. “Sarebbe un errore quello di cristallizzarci sul verdetto delle Primarie, aspettandoci di ottenere una rendita di posizione – ha precisato invece Vittoria – Non metteremo in piedi l’ennesimo sottogruppo in seno al partito, anzi saremo la sentinella contro chiunque pare non abbia altro desiderio che demolirlo”. Fin qui gli intenti, ma è altrettanto evidente che “il Pd non potrà non tenere conto di questa notevole affermazione”, come ha evidenziato Iovino. E così l’area Marino ha materializzato le sue istanze su tutti i campi.
Sul percorso residuo in vista del congresso provinciale (il prossimo 15 dicembre?) si è espresso Vittoria che ha parlato di “orizzonti allargati che configurano un Pd irpino non più ad una sola testa. Abbiamo dimostrato che il pluralismo può esistere – ha aggiunto – e questo elemento impone necessariamente una reggenza che sia unitaria e senza fughe in avanti fino alla scadenza congressuale”. Velata, ma fino ad un certo punto, la polemica con Enzo De Luca, reo secondo l’ex segretario provinciale di non essere sempre stato super partes nell’esecuzione del suo incarico. Un richiamo all’imparzialità, quindi, a cui si associa quello all’unità e la rinnovamento: “Dobbiamo fare tutti un passo indietro e discutere del nuovo, di un Pd autorevole, forte e radicato, attento ai diritti umani e civili, inclusivo verso la società e plurale. Questo è quanto va trasferito ad un congresso che non si esaurisca nell’ennesima operazione di conta – ha avvertito – e questa deve essere la piattaforma su cui aprire anche il confronto in vista della sfida regionale”.
Delle vicende di Piazza del Popolo si è invece occupato Gennaro Romei, che, nella logica delle posizioni assunte dall’area ha informato: “I numeri delle Primarie non saranno certo usati per chiedere un assessorato al Comune ma non possiamo esimerci dal presentare le nostre sollecitazioni. La nostra politica sarà quella del si e del no, chiara e coerente con i nostri valori. Una cosa però reclameremo senz’altro con vigore: che si ponga fine alla frattura dei due gruppi del Pd all’interno della maggioranza. Se ciò non dovesse essere percepito, certo non sarà un bene per il partito”.
Inevitabile il passaggio sul capitolo alleanze, anche alla luce delle fibrillazioni di questi giorni con i si, no e nì rispetto ad un apparentamento con l’Udc. “Se è vero che De Luca ha aperto a De Mita – ha scherzato Vittoria – è altrettanto vero che De Mita ha chiuso a lui e alla sua idea di Pd”. Più in generale l’area Marino/Vittoria ha anteposto ad ogni discorso il modello e i contenuti. Di no secco al demitismo – ma non all’Udc – ha parlato Iovino, dell’esigenza di superare la logica del 900 nella gestione delle intese ha invece riferito Vittoria, che ha bocciato “il vecchio carrozzone di numeri e sigle”, prima di specificare con precisione quello che è stato definito lo schema nuovo. “L’ambiente e la sanità devono restare fuori dalla sfera politica, competenze e merito devono al contrario trovare la loro giusta collocazione nella gestione della cosa pubblica. Solo se l’Udc dovesse ritrovarsi in questo pensiero, allora sì, potrebbe aprirsi il confronto”.
Tanta carne sul fuoco, dunque, per un giovane soggetto politico che vive già l’ennesima stagione cruciale. Per ora tuttavia, tra equilibri interni, alleanze, congresso e futuro, la sensazione è che nel cantiere del Pd, almeno in quello irpino, permanga ancora la stessa insegna: lavori in corso. (di Eddy Tarantino)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here