Pd, De Luca: appello all’unità ma la discussione sul voto è rinviata

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Avellino – Conclusa la fase delle Primarie, archiviato il successo di Bersani alla segreteria nazionale del partito e di Amendola alla regionale, per il Pd irpino si apre ora il momento di discussione più delicato, ovvero quello che porterà a dicembre alla designazione del nuovo coordinatore provinciale. Anche se sembra prendere sempre più piede l’ipotesi di un rinvio del congresso successivo alla tornata elettorale del prossimo marzo, il dato di domenica restituisce, di fatto, un Pd irpino rivoluzionato nei suoi equilibri interni.
La risicata maggioranza dei franceschiniani (che rispetto al voto degli iscritti ha perso oltre dieci punti percentuale, ndr) e le affermazioni sorprendenti delle liste di Vittoria e degli esponenti bersaniani dei territori e degli amministratori (quest’ultimi oltre il 15 per cento, ndr) consegnano proprio alle ‘minoranze’, ovvero alle mozioni che si sono contrapposte a quelle dell’area Franceschini, il pallino dell’incontro.
In questo quadro si inserisce – inevitabilmente – il richiamo all’unità del reggente provinciale del partito, Enzo De Luca, che questa mattina ha incontrato gli organi di informazione al quartier generale di via Tagliamento. Tra i presenti in sala anche Michele Iannicelli, Lello De Stefano, Emiliana Mannese, Chiara Maffei, Michelangelo Ciarcia, Michele Langastro e i sindaci Antonio Aufiero, Francesco De Giovanni e Vanda Grassi.
Ma quella odierna è stata una conferenza stampa convocata più per dovere di posizione che, come annunciato, per tracciare il bilancio di questa lunga fase precongressuale.

“Il messaggio di partecipazione è stato colto pienamente dai cittadini d’Irpinia – esordisce un De Luca ‘stanco ma sereno’ – Il successo delle Primarie è da ascrivere a tutti, senza distinzione di sorta. Ora la discussione ritorni all’interno degli organi di partito e si cominci a guardare al congresso provinciale seguendo il meccanismo e il rispetto delle regole che è stato portato avanti in questa fase congressuale nazionale e regionale”.

Ma De Luca rimanda ogni discussione alla direzione provinciale – che già si preannuncia infuocata – annunciata per il pomeriggio del prossimo venerdì. “Mettiamoci alle spalle le mozioni – spiega – Bersani è il mio segretario e personalmente esprimerò una mia valutazione personale soltanto nel corso dell’appuntamento di venerdì”.
Poi rammenta: “Non possiamo sciupare il risultato ottenuto nel 2008. Sono l’unico parlamentare irpino eletto nel centrosinistra e se qualcuno vuol fare la prima donna trovi spazio altrove. Chi è contro l’unità del partito non avrà mai mia solidarietà. A chi guarda con attenzione i numeri, ricordo che ho sempre sostenuto progetti di partito che mirassero al territorio e alle esigenze della gente, non alle percentuali. Tutto mi può essere addebitato tranne il fatto che io non sia stato un generoso. Non ho mai derogato al ruolo di responsabile del partito. Chi è legittimato a parlare venga a discutere nelle sedi opportune”.

REGIONALI – Ma il richiamo all’unità è finalizzato a lanciare messaggi di innovazione e rinnovamento, anche in vista delle regionali. “Non c’è preclusione nei confronti di nessuno – afferma De Luca – nemmeno per l’UdC. D’altra parte sarebbe sciocco fare le alleanze escludendo i partiti. La vocazione sociale del Pd era e resta quella delle alleanze plurime ma preventivamente dovremo stabilire programmi e candidati”.

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