Di Pietro sul caso Mastella: “Tangentopoli non è mai finita”

0
98

Benevento – Il leader di Idv Antonio Di Pietro ha fatto tappa questa mattina a Benevento per presentare la nuova dirigenza provinciale e cittadina.
Un’occasione in cui non poteva sottrarsi ad un commento sulle vicende giudiziarie che hanno colpito la famiglia Mastella su cui il segretario nazionale di Italia dei Valori ha chiarito di non voler fare “speculazioni”.
“Da sempre – ha dichiarato – noi di Idv denunciamo che Tangentopoli non è mai finita. E’ una malattia che investe tutto il Paese e che, rispetto al passato, ha solo modificato modi e metodi.
In Campania oggi si discute della vicenda Mastella mentre al Nord si sta svolgendo un’altra inchiesta, ancora più grave, che riguarda e coinvolge il mondo politico lombardo”.
L’ex ministro del Governo Prodi ha anche replicato alle accuse che vedrebbero coinvolto l’Idv nelle segnalazioni in Campania. “Se dovessi fare una polemica bassa, poteri dire che stiamo parlando di segnalazioni che risalgono a quando quelle persone facevano parte di altro partito, magari anche dell’Udeur, ma certamente non di Italia dei Valori. Credo che dobbiamo far lavorare la magistratura per l’individuazione di quelle che sono segnalazioni e quelli che sono comportamenti di malaffare o addirittura criminali”.
Nessun complotto, secondo Di Pietro, dietro il lavoro dei magistrati in vista delle elezioni regionali: “Per una volta neanche i diretti interessati pensano che ci sia un complotto. Ritengo squallido voler criminalizzare i magistrati quando viene aperta un’indagine sulla politica. Se si aprono le inchieste la colpa non è dei magistrati ma dei politici che invece di assolvere al loro incarico a volte fanno i delinquenti”. Inoltre … “non è vero che i magistrati quando sbagliano non pagano. Oggi si vuole basare sugli errori di qualcuno la criminalizzazione di tutto il sistema. Provate voi a stare in una democrazia evoluta senza magistrati”.
Per quanto riguarda le elezioni regionali in Campania, l’Idv sta aspettando la conclusione del congresso del Partito Democratico. “Prima di esprimere valutazioni, vogliamo confrontarci con la dirigenza del Pd per costruire alleanze nel rispetto della trasparenza, dell’innovazione, del cambio di rotta che si realizza innanzitutto con un cambio di facce. Perché se cambi solo sigla prima o poi ti trovi qualche guaio anche in casa tua”. Da qui la proposta di inibizione alla candidatura di “persone condannate e l’impossibilità di assumere incarichi e ruoli istituzionali per le persone rinviate a giudizio e di partecipare a gare pubbliche degli imprenditori che direttamente si sono macchiati di reati contro la pubblica amministrazione o per evasione fiscale”.
Bordate finali indirizzate al premier: “Quando si è proprietari di tutto il sistema dell’informazione si riesce per un certo tempo a condizionare il libero pensiero, si passa il falso per il vero e si truffano elettoralmente i cittadini. ”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here