Liceo Mancini – Una prof. scrive agli alunni: “Viva la democrazia!”

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Avellino – La decisione di traslocare dalla Solimena sta stretta anche al corpo docenti. In una lettera l’insegnante Anna de Cunzo, del Liceo Mancini, manifesta la sua solidarietà ai liceali che dovranno abbandonare la sede di Viale Italia.

“Il “diktat” del garante dell’ordine pubblico ha posto la parola fine alla querelle tra scuola elementare e liceo scientifico.
Una ragionevole “imposizione” ha legittimato il diritto allo studio dei bambini e reso illegittimo quello dei barboni-ragazzi. Che cosa si può fare partendo dalla situazione attuale? Che dire delle incapacità gestionali intrise di prevaricazioni e vessazioni, della tracotanza dei ministri del popolo, della volgarità di certo linguaggio usato dai media, dell’ipocrisia delle cerimonie pubbliche davanti a cittadini che, non potendo non vergognarsi dei propri eletti, si lasciano andare ad applausi catartici..?
Il prof. Donolo scrive che la democrazia è “come un vecchio autobus che tutti possono prendere per andare da qualche parte, magari senza pagare il biglietto. E’ poco esigente, lascia fare, si lascia maltrattare. E’ un regime che sopporta pazientemente violazioni, degrado, cattiverie, scortesie, volgarità. Infatti non pretende di mutare la natura umana, si adatta a convivere con principi ed impulsi antidemocratici, anzi li fa prosperare…è tollerante, e non solo nel dominio delle opinioni”.
Siccome non vuole santi,profeti,eroi, ma preferisce misurarsi sulla mediocrità, la democrazia è stata deprezzata e mai come in questa occasione ha fatto dell’imperfezione e della approssimazione amministrativa (per non dir peggio) la sua bandiera. La democrazia è diventata “un’abitudine” e questa assuefazione fa sì che certe libertà siano date per scontate: riduce l’esigenza di selezionare con cura il personale che la rappresenta, tollera che nei media non gli argomenti ma i “personaggi” distribuiscano la ragione e il torto, rinuncia ad interdire prevaricatori, arruffa tori, insolenti e furbi. Così la democrazia diviene cornice decorativa dove agiscono puri e semplici rapporti di potere e di interesse di parte a cui è dato solo assistere, quasi che tutti preferiscano essere truffati con destrezza piuttosto che illusi con argomenti reboanti.
Già…ma alla fine della “riffa” a voi ragazzi cosa rimane? Che senso dare a questa storia? Come metabolizzare la rabbia, l’offesa, l’abuso..? Per voi è stato un magnifico momento creativo; avete condiviso un sogno collettivo…la Democrazia necessita di sogni che si assomigliano, solo così essa si evolve, solo quando accoglie le potenzialità del sogno e adotta la realtà come selezione.
Avete di-mostrato l’espressione compiuta della libertà democratica, nella Democrazia, quella vera.
…e gli altri..? Lasciamoli ai loro incubi…”

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