Zecchino sposa il progetto dell’Adc per una casa ai moderati

0
142

Un nuovo movimento in grado di raccogliere sensibilità omogenee e ancora prive di un’adeguata collocazione. ‘Spiriti erranti alla ricerca di una patria’ o perchè non si riconoscono nel bipolarismo imperfetto ed ancora vagano alla ricerca di una zona franca in cui far valere le proprie istanze o perché scontenti di luoghi e spazi non idonei a fornire ampio respiro ai valori cattolico-democratici. Insomma, ‘popolari’ – e sembra siano già tanti – persi, in qualunque forma, nel vortice della politica dell’ “adeguamento” o del “compromesso” e che, in mancanza di un soggetto a cui ispirarsi, preferiscono non ‘adattarsi’ ma piuttosto assopire l’aspirazione della propria indole in attesa di tempi maturi.
Da sempre la realizzazione di un circuito dedicato ed ispirato ai moderati segna il passo del senatore Ortensio Zecchino, il cui nome appare ormai legato a quello dell’on. Francesco Pionati in un progetto in grado di dare una ‘casa’ a tutti i ‘nomadi allo stato di nomadi apolidi’.
Entrambi, probabilmente, hanno colto il segnale di cambiamento lanciato da una politica asservita in molti casi al chiasso e alla rissa, che lascia incustoditi spiragli facili – per la dinamica delle cose – ad infiltrazioni. Il progetto, di ispirazione totalmente nuova, sembra voglia in qualche modo spezzare ogni legame con il passato e creare quella rimodulazione ipotizzata dal leader dell’Adc. Sui dettagli e sulle ‘sorprese’ l’ex ministro preferisce sorvolare e mantenere assoluto riserbo, almeno fino a lunedì, data del ‘debutto’.

Il popolo dei moderati, dunque, dovrà attendere solo pochi giorni per ulteriori conferme ma le premesse sembrano ormai chiare…
“L’idea che la politica si potesse ridurre a due partiti non è più attuale, è tramontata da tempo. Nel centrosinistra bisogna attendere l’evolversi degli eventi. A mio avviso è scontata la vittoria di Bersani nel Pd e per quanto mi riguarda da lì ripartirà la logica dell’Ulivo e delle coalizioni. Del resto per comprendere molti meccanismi basta guardare al passato. Il progetto del partito unico nel centrodestra nacque in seguito all’idea di Veltroni nel centrosinistra. L’ingranaggio innescato da una parte ha naturali ripercussioni nell’altra e se la logica si ripete… D’altronde a destra non mi sembra si possa parlare di partito unico. Basta tener presente la posizione della Lega. Dunque si pone il problema di un partito che raccolga posizioni più omogenee, di sensibilità popolare”.

Un bilancio dei ‘primi 100 giorni’ della Provincia…
“Una partenza positiva, ritengo che finora si siano registrati fatti rilevanti. Innanzitutto è stata imboccata la giusta rotta attraverso il processo di creazione di un gestore unico in materia di rifiuti. Non meno rilevante il fatto di aver evitato la realizzazione di una seconda discarica.
Altrettanto d’impatto è apparso l’approccio della nuova amministrazione sui grandi temi del sociale. Certo ora arriva il vero banco di prova: vagliare la capacità della Provincia di svolgere un ruolo di regia sulla grande partita dei Fondi Comunitari.”

… e dell’amministrazione di Ariano Irpino
“Antonio Mainiero ritengo sia un sindaco efficiente e soprattutto ‘dialogante’. Ad Ariano e al sindaco è stata affidata e riconosciuta una funzione di regia nella gestione del territorio ed in questo modo si va ricomponendo con grande intelligenza un quadro comunitario. Ariano ha acquistato un ruolo di coordinamento ed è stato il frutto della capacità di tessere rapporti collaborativi intelligenti, creare intese… Insomma è un riscontro di grandissima rilevanza politica, soprattutto in prospettiva. E’ finita l’epoca dei campanili che si scontrano

La Biogem emerge per il suo ruolo, che ormai ha superato i confini nazionale e regionali. Quali sono le prospettive in termini di ricerca e di occupazione
“Siamo reduci dal successo della Settimana delle due Culture ed ora siamo presi anche noi dalla sfida dei fondi europei sul versante della ricerca. Non siamo un ente pubblico, dobbiamo ‘competere’, e i bandi per noi rappresentano la fonte primaria di introiti.
Uno dei grandi progetti su cui ci stiamo concentrando riguarda l’epatite. Il direttore scientifico della Biogem e la sua equipe stanno lavorando alla realizzazione di un modello murino di epatite, mai fatto finora.
Siamo attrattivi oramai anche sul piano internazionale: una ricercatrice tedesca ha scelto Biogem per il suo dottorato ed inoltre abbiamo fatto in modo che un brillante ricercatore, il dott. Giuseppe Falco di Rotondi, rientrasse dagli Stati Uniti e si aggregasse alla nostra struttura. Intorno a Biogem gravitano circa 100 persone a cui si aggiungono 25 studenti, 15 iscritti al master bio giuridico e 4 candidati al dottorato di ricerca. A livello internazionale continua la nostra iniziativa nel Quatar dove abbiamo una unità stabile di ricerca sul vegetale”.
(Manuela Di Pietro)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here