Infrastrutture viarie, D’Addesa: “In provincia gravi carenze”

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Poche arterie stradali importanti e nessuna tangenziale che colleghi velocemente le diverse zone della città. Secondo Erminio D’Addesa dell’Idv la situazione infrastrutturale provinciale e cittadina è troppo carente.

“Il territorio della Provincia di Avellino è attraversato da poche arterie stradali importanti e precisamente il tratto autostradale della Napoli-Bari, il breve tratto irpino della superstrada Avellino- Salerno, l’Ofantina, un pezzo della Contursi-Caianiello (o Termoli?) per il resto si tratta solo di Strade ANAS ed ex ANAS passate alla competenza dell’Amministrazione Provinciale. Le strutture viarie dell’Irpinia sono insufficienti per quelle che devono e possono essere le aspettative di sviluppo del territorio e tale carenza ha contribuito in maniera determinante al mancato decollo dell’economia ed è stato di ostacolo alla circolazione delle persone e delle merci. Pensare che le cittadine più grandi della Provincia, il capoluogo Avellino ed Ariano Irpino sono prive di un anello stradale con svincoli tali da rendere accessibile il traffico veicolare verso la zona centrale dove sono ubicati uffici, ospedali, scuole e comunque strutture pubbliche ed attività commerciali; il centro della città di Ariano Irpino, in quasi tutte le ore della giornata, è raggiungibile con grandi difficoltà ed alla luce di tale situazione è deprecabile il fatto che ancora non iniziano i lavori della strada di collegamento che da Tre Torri –La Manna va verso il Pip di Camporeale e che una volta ultimata consentirebbe, oltre a snellire in maniera consistente il traffico pesante e non da e verso la Puglia, l’accesso verso il centro cittadino con la creazione di bretelle di penetrazione. Invece si fa solo letteratura e lo stato dell’arte è indecifrabile e comunque è cristallizzata all’idea di spostare il casello autostradale di Grottaminarda a Tre Torri (così come emergeva dalle “titaniche e campanilistiche” discussioni nel passato Consiglio Provinciale tra i rappresentanti politici, espressione di quel territorio).

Stesso discorso vale per il capoluogo Avellino che è privo di una tangenziale ad anello tale da permettere un facile arrivo nelle varie parti della città. Praticamente si impiega meno tempo per coprire il tratto casello autostradale di Vallata – casello autostradale di Avellino est che dal casello stesso al centro di Avellino. La Provincia di Avellino ha bisogno di strade nuove ed adeguate che possano garantire un vero sviluppo del territorio ed è su questo che deve scommettere la classe politica; è necessario impegnarsi per il potenziamento degli assi viari senza poi menzionare la mancanza assoluta di strade ferrate e qui si è fermi al percorso museale dell’Avellino – Rocchetta Sant’Antonio e l’Alta Velocità è di là da venire.

Su questi temi bisogna far convergere l’impegno ed il confronto politico e non discutendo di filosofia della politica (magari!) e pertanto le infrastrutture, la questione ambientale ed energetica, la crisi dell’agricoltura e della zootecnica con la fuga dei giovani dalle campagne , la tutela dei beni comuni -in primis l’acqua-,devono vedere impegnata la classe politica provinciale che deve fare di queste battaglie il volano di un vero sviluppo che possa garantire lavoro ed occupazione e non limitandosi a fare clientela sic et simpliciter. Non bisogna meravigliarsi poi quando i giovani vanno via in cerca di lavoro; anzi bisogna apprezzare questi coraggiosi che partono per guadagnare un reddito ma anche per ampliare il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze liberandosi del giogo dei baroni della politica”.

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