“Amelia and other favourites”, ecco il secondo album di Lazzaruolo

0
116

Lucio Lazzaruolo torna a ‘dialogare’ con le sei corde della sua amata chitarra classica. E lo fa con “Amelia And Other Favourites”, nuovo album, il secondo, dell’artista avellinese: un viaggio nel mondo della chitarra classica lungo 24 brani, un excursus emozionante dedicato alla letteratura chitarristica, in particolare latino americana e ispanica.

Dopo l’esordio solista, avvenuto nel 2005 con “My Favourite”, il fondatore del ‘Notturno Concertante’, rock band italiana attiva dai primi anni ’80, si addentra in una nuova dimensione artistica che come sempre però non dimentica di rivisitare i pezzi proposti alla luce della propria personalità. Sor, Mertz, Villa Lobos, Vivaldi e tanti altri sono i celebri nomi della musica ‘colta’ riletti dall’anima del Notturno Concertante che “tra gli autori che conosco – spiega Lazzaruolo – sono quelli di gran lunga migliori”.

“Amelia and other favourites” vede, come il precedente lavoro, la presenza del termine ‘favorito’, un doppio senso, come spiega lo stesso musicista: “Già nel mio precedente album My Favourite, avevo fatto un giochino del genere, visto che i favoriti erano le grosse basette tipiche dell’800”. Una gestazione, quella del secondo lavoro di Lazzaruolo, abbastanza lunga. “Dopo aver completato il primo cd di chitarra classica, ho continuato a registrare altri brani per chitarra, più che altro nei periodi estivi dal 2005 all’estate di quest’anno. E proprio come My Favourite, anche questo disco è dedicato volontariamente ad un pubblico diverso.

Il musicista infatti, pur essendo diplomato in chitarra classica ed insegnando musica, dichiara di non interessarsi “alle pedanterie di sterili accademici” o alle “minuzie tecniche che fanno passare in sottordine la musica. Mi ritengo innanzitutto un musicista e poi un chitarrista. E spero che questo disco possa essere apprezzato anche da persone che di solito non ascoltano musica classica”. In un pezzo dell’album Lucio Lazzaruolo si è addirittura “sdoppiato”, suonando due chitarre contemporaneamente nello stesso pezzo. È successo nella trascrizione di un brano di Vivaldi, originariamente concepito per due mandolini e in un’altro, Belle qui tiens ma vie. Lo sdoppiamento è avvenuto grazie alla tecnologia digitale che consente queste piccole “magie”.

Tenetevi pronti quindi per questo viaggio nelle atmosfere della musica classica latino americana. La raccomandazione è quella di portarsi dietro una bussola e magari un orologio: potrebbe succedere che, magari nel bel mezzo dell’ascolto, non ci si renda più conto del quando e del dove si è.(di Oderica Lusi)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here