Telese – Terza giornata della festa nazionale dei Popolari Udeur a Telese dedicata alla tavola rotonda sul tema “Elezioni regionali 2010. La Regione Campania al centro dell’agenda politica italiana”. Un dibattito che ha fornito alcuni spunti e portato qualche schiarita nel nebuloso orizzonte che ancora caratterizza le elezioni in tema di alleanze e candidature.
La precisazione più attesa è giunta dall’eurodeputato Ciriaco De Mita che ha fornito una spiegazione esaustiva e meno incline ad altre interpretazioni in merito alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi secondo cui l’Udc avrebbe affrontato una corsa solitaria verso Palazzo Santa Lucia.
“Non è corretto dire che l’Udc andrà da sola alle regionali – ha spiegato -. Noi avanzeremo una proposta e verificheremo se ci saranno convergenze. In caso contrario siamo pronti a gestirci autonomamente e saremo ‘costretti’ ad andare da soli. Condividiamo l’ipotesi di un percorso da intraprendere con altre forze ma siamo contrari ad aderire ad una persona senza progetto”.
Il leader di Nusco, peraltro, non ha mai nascosto la propria contrarietà all’attuale sistema bipolare definito più volte fallimentare. Tant’è che in più di una occasione ha evidenziato la vera identità della Costituente di Centro, non un terzo polo ma una sorta di voce della coscienza anticipatrice della rottura di un sistema errato. Teoria sulla quale ancora una volta è tornato con convinzione: “Siamo dinanzi a un sistema politico finto. Le istituzioni della democrazia sono state alterate. La personalizzazione della politica è alla base di tutti i problemi. Al contrario penso che il demiurgo nella pratica democratica non serve”.
La corte che il Pdl sta facendo all’Udc è stata confermata dalla posizione di Clemente Mastella che, dopo aver chiarito la sua posizione – al voto del 2010 sarà alleato del Pdl ma presenterà liste autonome con il simbolo del Campanile – ha chiesto a De Mita chiarezza per creare un’alleanza vera in grado di avviare un nuovo corso alla Regione.
E se il Pdl ha lanciato la sua freccia, neanche il Pd, attraverso Andrea Cozzolino, si è fatto sfuggire l’occasione per mostrare all’eurodeputato irpino una certa apertura e inclinazione al dialogo. “Per prima cosa lavoriamo ad un programma, poi penseremo a definire le alleanze e a scegliere la leadership. Non abbiamo bisogno di uomini soli al comando ma di una squadra moderna e plurale guidata da un candidato magari scelto con il metodo delle primarie”.
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