Calcio – Avellino, Puleo: “E’ come se non fossi mai andato via”

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È tornato a casa o forse non è mai andato via, come lui stesso ha dichiarato. Il tempo di sbarcare a Napoli e subito planare sul campo: Simone Puleo è nuovamente in maglia verde (quarto ritorno dopo quelli di Gaetano Lonardo, Ivan Tisci e Stefano De Angelis). Una trattativa lunga ed estenuante quella che ha portato il difensore milanese alla corte di mister D’Arrigo. Alla fine, a differenza di Raffaele Biancolino che ha preferito Cosenza, l’attesa non è stata vana, il capitano torna a vestire la maglia dei lupi e lo fa come se fosse la prima volta. Perché oggi, come nove anni fa quando arrivò in città, c’è da ‘costruire’ il nuovo Avellino. Così come quando giunse ai piedi di Montevergine per la prima volta, oggi c’è una nuova società, nuovi giocatori, ma la stessa voglia di uscire dagli inferi dell’epoca. “Sono contento di essere tornato, realizzo un sogno. Tutti sanno quanto ci tengo a questa città e quanto questa maglia sia per me una seconda pelle. Purtroppo, c’è voluto un po’ di tempo per risolvere i miei problemi. Adesso sono qui e non posso che essere contento”.
Non ha avuto dubbi nonostante il contratto con il Monza: “Quando mi ha chiamato l’Avellino non ci ho pensato su due volte. Arrivo in una categoria che non conosco, in un campionato che a detta di tanti è molto difficile, ma la cosa di certo non mi spaventa. So che ci attenderanno con il coltello tra i denti e che ci sono almeno 3-4 squadre con cui giocheremo ad armi pari. Tra queste proprio il Sambiase che è considerata dagli addetti ai lavori una delle squadre migliori del torneo”. Impressionato dalla nuova società: “Si riparte dalle fondamenta. Ma devo dire che questo nuovo sodalizio ha le idee chiare ed io ne sono rimasto favorevolmente colpito”.
Fondamentale in questa sua scelta, l’apporto dell’amico Enzo De Vito, uomo mercato dell’Aversa Normanna ed irpino doc: “Di sicuro mi ha aiutato in questa decisione, anche se i dubbi erano già pochi. Qui sono a casa mia, la prima volta che arrivai ero un bambino e nel corso degli anni sono diventato un calciatore”.
Sulla sua possibile presenza in campo già domenica a Lamezia: “Sono pronto, con il Monza ho svolto l’intera preparazione, quindi non ho alcun problema. Le scelte toccano sempre al mister, mi metto a disposizione, ma a decidere sarà lui”.
Sull’impatto con il nuovo tecnico: “Il mister è una persona preparata che, come me, si cala in quest’avventura sconosciuta. Sono convinto che possiamo fare bene ed uscire presto da questo torneo”.
Mancherà lo zoccolo duro della tifoseria, almeno all’inizio la parte storica non sarà al fianco del nascente lupo: “Bisogna rispettare la loro decisione. I tifosi sono sempre stati un’arma in più e spero che con il tempo li riconquisteremo tutti. Adesso bisogna pedalare, lavorare tanto per riportare Avellino in alto”.
L’ultima pietra – o meglio la prima – è stata posata. Che si aprano le danze per un torneo in cui i lupi vogliono essere assolutamente protagonisti. Un anno di sofferenze per un futuro roseo. Le premesse ci sono, anche se come sempre il vero giudice sarà il campo. (di Sabino Giannattasio)

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