Viaggio nel Cratere d’Irpinia/Lavoro, Di Iorio: ‘Quante ombre!’

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Desolante il quadro che emerge dal viaggio nel Cratere d’Irpinia intrapreso per capire di più su una problematica avvolta da luci ma anche ombre. E’ insieme a uno dei massimi rappresentanti del Governo Bassolino, Peppino Di Iorio, che cominciamo il tour in nome dell’Irpinia e degli irpini. Un colloquio che non segue il solito clichè, ma un vero e proprio dialogo alla riscoperta di cose dette, non dette. Di cose trite e ritrite ma che oggi più che mai tracciano i sentieri della speranza.
“Assistiamo all’enorme quantità di lavoratori in Cassa Integrazione e mobilità; ad una quantità straordinaria di fallimenti; alla desertificazione industriale in particolare nell’area del Calaggio. Su 11 aziende da collocare, solo due danno risposte. Tra queste la Sigit che sarà inaugurata domani (oggi, ndr), che però assume per un mese ed ha un turn over elevatissimo senza prospettiva per i giovani. Produce su tre turni senza che queste condizioni siano state contrattate dalle organizzazioni sindacali che hanno difficoltà oggettive”. Ma andiamo per ordine:

DISTRETTO INDUSTRIALE DI CALITRI

“Rispetto agli obiettivi prefissi, sono stati raggiunti solo il 6 e 7 per cento”.

AREA DI SAN MANGO

“Viene fuori che nelle aree industriali post terremoto si riscontrano zone d’ombra per scardinare le quali è necessaria una forte politica industriale. Si è tentato e si tenta tutt’oggi di centrare l’obiettivo attraverso l’ultimo Contratto D’Area teso a riutilizzare i fondi Cipe la cui gestione è tutta nelle mani della Provincia di Avellino. Si assiste alla crisi della CDII azienda tessile che fa capo al gruppo Lettieri, produce jeans e ha 100 operai in Cassa Integrazione”. In soldoni: un’area non felice.

MORRA DE SANCTIS E CONZA DELLA CAMPANIA

“Una piccola area con un’interessante preesistenza industriale”.

LIONI – NUSCO

“Costruita su tre terrazzamenti. Qui si assiste alla crisi dell’Almec e di altri grandi stabilimenti industriali”.
Di fronte ad uno scenario di tal tipo, le risposte ci sono state.
“Si è proceduto alla pubblicazione di un bando: hanno risposto 37 aziende. Tre delle quali non hanno i requisiti per partecipare. La classifica stilata da Asse vede il coinvolgimento di tutte le aziende tessili facenti capo al gruppo Lettieri. Per cui visto che il tessile vive una drammaticità mondiale, e visto che il gruppo Lettieri vive una crisi autonoma, come è possibile costruire il nuovo processo attorno a questo settore ed esclusivamente attorno a questo gruppo?”
Un interrogativo al quale fa seguito l’ambizione per l’apertura di una nuova stagione che veda in pole “la nuova sfida del processo industriale. La presidenza del Consiglio della Provincia deve fare una scelta o puntare sullo sviluppo o… Se quella graduatoria di Asse dovesse essere confermata, finiremmo per fare un danno enorme allo sviluppo industriale irpino perché non daremo risposta all’area del Calaggio”.
Anche le celebrazioni intorno al 25° anniversario del terremoto – sembra dire il ‘braccio destro’ di Bassolino – lasciano il tempo che trovano.
“Non ricordare bene, rischia di riproporre il dramma del passato. Perciò bisogna ricordare bene il terremoto. Dopo 25 anni è giusto tracciare il bilancio. In questa provincia non è possibile fare ciò, perché quelli che 25 anni fa criticavano e governavano sono gli stessi di oggi. Per cui lo schema è identico. Si pone oggi il problema del ricambio della classe dirigente locale”.

COSA STA ACCADENDO E COSA SI PUO’ FARE ALL’INSEGNA DI UN RILANCIO NON PIU’ AGOGNATO

“Nelle prossime settimane si aprirà uno scontro politico fortissimo. Siamo alla vigilia della riscrittura del Piano 2006 – 2013 dei fondi europei che inizialmente individuavano come corridoio di sviluppo l’asse Nord – Sud tagliando fuori le aree interne. Oggi il tutto è stato rimodulato: il corridoio interessa l’asse Nord-Sud, Est-Ovest”. Ad ogni modo però “non avremo più i 18 mila miliardi alla base del Por 2000 – 2005. Ma una disponibilità assolutamente inferiore. La questione importante è che continueremo ad essere nell’Obiettivo Uno (aree svantaggiate e quindi bisognose di fondi, ndr). Saranno solo queste le risorse a favore del Mezzogiorno”.

INDIVIDUATI GLI ASSI DI SVILUPPO, QUALE IL PASSO DA COMPIERE

“Questa è la sfida delle forze politiche e non solo. Credo che bisogna operare una scelta radicale di fondo che preveda il superamento in tronco di qualsiasi risposta effimera. Questa provincia non può contribuire a parlare di sviluppo e nello stesso tempo contrabbandare tombolo e viticolutura. O c’è una politica industriale, alla quale si aggiungono queste attività di supporto, oppure si finisce col mettere in campo un’operazione di falsa coscienza che alloca tutta l’innovazione nel processo industriale secondario”.
E ancora: “Le province di Avellino e Benevento sono toccate dal turismo mordi e fuggi (il 3% è indirizzato al Laceno). Perché non creare un’area di attrazione?
Bisogna compiere due scelte:
La prima riguarda la città di Avellino.
La seconda, chi dirige il processo.
Riguardo al capoluogo è necessario chiudere la fase della città giardino che, tra l’altro non è mai stata realizzata, ma puntare ad un centro di innovazione d’eccellenza. Riguardo alla selezione dei progetti, ci vuole una cabina di regia che li selezioni. Spetta alla Provincia dotarsi di questo strumento e di personale qualificato”.

Come mai nonostante le varie bozze di Piano di Sviluppo proposte dagli imprenditori del Centro e Nord, mi riferisco anche al Piano di rilancio targato Olivieri, ad oggi nessuna ha trovato la sua realizzazione? Quali sono le ‘ombre’ che non convincono. Se di tali si tratta?

“Partiamo da un dato: se c’è un Piano vuol dire che il lavoro è stato svolto. Il nodo che pongono tutti gli imprenditori del Nord e non solo, riguarda l’assenza di una politica di incentivi. A meno che non ci sia una riscrittura delle Politiche Industriali”.
Un dibattere che sembra voler avere questa chiosa: basta con le chiacchiere. E’ il momento di agire e dare risposte agli imprenditori e soprattutto alla terra che cerca e vuole lavoro. (di Teresa Lombardo)

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