Bisaccia – Sono tanti i giovani che lasciano i paesi dell’Irpinia per motivi di studio o alla ricerca di un posto di lavoro. Paesi che si svuotano, privandosi delle migliori intelligenze che hanno, della prospettiva di un futuro migliore per queste comunità già duramente provate dalle conseguenze del terribile sisma del 1980.
Domenico La Penna è uno di questi. Laureato in economia col massimo dei voti, lavora a Bologna come consulente finanziario per un’importante azienda. La sua famiglia paterna è originaria di Bisaccia, luogo dove Domenico, ogni volta che torna in Irpinia, si reca con immenso piacere. “Durante le ferie estive riesco a trascorrere un po’ di giorni nel mio paese, agosto è sicuramente il mese in cui la comunità si ritrova in occasione del ferragosto e dei numerosi eventi estivi”. Ma spesso lo sguardo degli emigranti può essere distorto: “Bisaccia andrebbe vissuta – continua Domenico – durante tutto l’anno, in particolare durante i mesi invernali quando non c’è nulla da fare, nessuna struttura in cui potersi incontrare per attività socializzanti o ricreative. Questo mette in evidenza la mancanza di idee per i giovani da parte di chi amministra”. Sono proprio quei giovani senza prospettive che però amano tornare nei loro paesi: “All’università ho incontrato tanti ragazzi che come me avevano lasciato Bisaccia per studiare o per cercare lavoro, tanti amici di infanzia con cui giocavo nel cortile di casa di mia nonna. C’è una sorta di cordone ombelicale che ti tiene attaccato alle tue origini e che, quando sei fuori, ti porta a cercare i tuoi conterranei. Questo fa rabbia perché i comuni dell’Irpinia, così come tutto il Sud, continuano ormai da mezzo secolo ad esportare altrove i suoi cervelli, senza provare a mettere in campo progetti concreti per farli restare”. Bisaccia negli ultimi anni ha cambiato un po’ la sua fisionomia, il centro storico è stato ristrutturato con i fondi del terremoto, è un paese accogliente. Ma questo non basta. “Bisogna pensare seriamente ad una promozione del territorio sviluppando il settore turistico. Ovviamente sarebbe auspicabile – dice Domenico – coordinarsi con i paesi circostanti, immaginando percorsi enogastronomici che portino nei nostri centri antichi turisti da tutta la Campania. Il turismo inteso come promozione dei nostri prodotti tipici, delle nostre bellezze naturalistiche e architettoniche, ma anche come fonte di occupazione giovanile”. Da grande, magari sposato e con figli, torneresti a vivere a Bisaccia? “Si – conclude Domenico – e lo dico convintamene. Sarei felice di far crescere i miei figli in una comunità sana come la nostra. Magari questo sarà possibile, per me e per altri, se un giorno le cose miglioreranno e torneremo a ripopolare i nostri comuni”.
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