D’Addesa (Idv): “Il nostro partito non è un taxi”

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Avellino – “L’intervento di Franco Mercuro, neo commissario dell’Italia dei Valori, pubblicato su un quotidiano provinciale, è permeato di intenti perentori che lasciano filtrare il modo con il quale si ha intenzione di gestire l’organizzazione e che sembra non lasci alcun diritto di dissenso a chi si è tenuto fuori da certe pratiche che hanno portato alcuni al timone del partito. Nessuno mai ha considerato il partito un taxi o meglio direi un pullman dal quale salire e scendere a proprio piacimento ma neanche si può considerare il partito un taxi sul quale far viaggiare soltanto qualcuno ed a spese degli altri”. È la risposta di Erminio D’Addesa, esponente di Idv.
“Penso che tutti rispettano e vogliono far rispettare le regole in qualsiasi organizzazione si operi ma il problema vero è quello di avere delle regole certe; una volta scritte le regole, tutti si devono rapportare ad esse a cominciare da chi le enuncia e le verbalizza in una sorta di “ipergiuridicità del ruolo del capo o dei capi”. So di essere ripetitivo con queste mie prese di posizione, visto anche il periodo agostano, ma non sono di quelli che si tirano indietro sopratutto quando so di non essere nel torto e quando vedo che altri agiscono in maniera non proprio corretta soltanto al fine di guadagnare un posto al sole. Non ho paura di essere considerato fuori dal partito anche perché a tutt’oggi non ho ancora ricevuto la tessera del partito e comunque questo tipo di minacce, oltre a manifestare una sorta di arroganza, sono nello stesso tempo un segnale di debolezza da parte di chi le proferisce temendo, di fatto, il confronto e la dialettica democratica che devono essere il sale di una organizzazione democratica quale è un partito.
Le chiese politiche, le loro liturgie e certi sacerdoti non mi hanno mai affascinato, preferisco essere considerato un eretico pur sapendo che in tempi di oscurantismo politico e culturale, come l’attuale, questi hanno vita difficile…
Ribadisco che non ambisco ad alcuna poltrona o strapuntino né nel partito né nelle istituzioni, dal quale contrattare, soprattutto a livello personale, qualche fetta o briciola di potere; il mio impegno nell’IdV è quello di portare avanti battaglie nell’interesse della trasparenza, della legalità da non confondere con giustizialismo dell’ambiente, etc. e non di assumere posizioni per fini personali all’ombra di quella grande icona rappresentata da Di Pietro.
Infine per quanto riguarda il ruolo del dott. Urciuoli, penso che essendo stato il più votato e quindi eletto al Consiglio Comunale di Avellino rappresenti un valore aggiunto nel partito e che il suo ruolo deve essere valorizzato e sostenuto dall’IdV nell’ambito della coalizione guidata dal sindaco Galasso cercando di non alimentare polemiche che getterebbero cattiva luce su tutte le parti in campo.
A questo punto è necessario che qualcuno rimetta la palla al centro del campo”.

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