Avellino – Fibrillazioni in aula consiliare. Circola il documento pomo della discordia che ha visto attimo dopo attimo maggioranza ed opposizione alzare il tiro. La seduta vede inizialmente l’ingresso di tutti gli udeurini. Poi le delucidazioni chieste da Modestino Iandoli e Antonio Gengaro in merito ad un documento non reso ufficiale. E’ evidente l’imbarazzo. Il capogruppo della Margherita Enza Ambrosone chiede la sospensiva di cinque minuti. Si ritorna in aula. Non rientrano più nel civico consesso i partiti se non i capigruppo di Margherita, Ds, Sdi ‘accompagnati’ dall’opposizione. È bagarre. Ora il tema pregnante, e non poteva essere altrimenti, è la questione politica. E la condanna all’Udeur. A sparare a zero senza mezzi termini è l’esponente di Libera Città, Antonio Gengaro: “L’opposizione vuole sapere le ragioni di questa crisi. La città è ostaggio del presidente di un ente nominato anche dal sindaco. Non capisco perchè il presidente dell’Ato voglia entrare nelle vicende del Consiglio comunale di Avellino. Iannicelli e Sergio Papa negli Enti non fanno politica come la fa lui”. Dopo il lapidario Antonio Gengaro è la volta di Enza Ambrosone: “Ci siamo ritrovati con un documento circolato all’improvviso e non abbiamo avuto la possibilità di attrezzare una risposta. L’Udeur non può chiedere solidarietà e poi abbandonare l’aula. Questioni importanti per la città di Avellino sono ancora aperte e la Margherita intende fare il suo dovere. Ma tenere l’amministrazione sulla porta è una pratica da cui prendiamo le distanze. Le questioni dell’Ato non mi interessano. Questo gruppo vuole solo fare interesse della città di Avellino”. Punta il dito Giovanni D’Ercole di Alleanza Nazionale che vuole vederci chiaro e che rimarca “gravi irresponsabilità su una pratica di interesse dell’intera città, la Consulta Ambientale per la quale non si sono presentati in aula. E’ la dimostrazione che non hanno a cuore gli interessi di Avellino. Domani proporrò al Prefetto, lo scioglimento di imperio perché non ci sono più i presupposti per andare avanti”. Ancora Sergio Barbaro capogruppo dei Ds non spende assolutamente parole positive per i suoi alleati di coalizione: “Poche parole perché la situazione si commenta da sé. Condividiamo le dichiarazioni di Enza Ambrosone. Quando abbiamo votato la pratica Sefin, questo gruppo ha visto l’assenza strumentale dell’Udeur. Non è stato l’unico momento politico nel quale si è notata l’assenza dell’Udeur. Vogliamo far chiarezza e invitiamo a non smorzare i toni per quanto accaduto. Chiediamo al sindaco di dare un contributo alla risoluzione del problema. Ci sono oneri e onori che vanno ripartiti e chiariti. Non possiamo immaginare che in futuro si possano verificare tali cose”. Gennaro Romei dell’Udc “….perchè l’Udeur se ne è uscito? Non lo sappiamo. Sono due mesi che pone sui giornali le condizioni. Fateci capire quale è l’interesse che ci divide dal gruppo dell’Udeur”. Mattia Trofa, capogruppo dello Sdi ‘si giustifica’ per il comportamento che lo ha visto dissenziente precedentemente nei confronti dell’amministrazione Galasso. È la volta poi di Luigi Ciarimboli di Forza Italia. Da ogni parte la condanna al Campanile. Infuriato come non mai il primo cittadino Pino Galasso che, forse, per la prima volta alza la voce contro “…un rituale non ortodosso di far giungere un comunicato. Non si può fare arrivare un foglietto volante che giunge solo alla fine, al sindaco. Questo offende me come sindaco e come persona…Credo che il problema debba essere affrontato. Non sono più disponibile ad essere il bersaglio. Chi non vuole essere con noi lo dica subito…Credo che dobbiamo ora verificare se ci sono le condizioni politiche per poter amministrare la città. Ringrazio chi mi ha sostenuto Ds, Sdi, i miei amici della Margherita e qualche volta l’Udeur. Non sono venuto a Palazzo di città per essere continuamente impallinato. Non accetto più queste illazioni che circolano. Non credo che si possa continuare la seduta. Domani (oggi, ndr) convocherò il tavolo politico. O ci sono le condizioni per andare avanti o meglio arretrare”. Un sindaco davvero in difficoltà ma che questa volta ha mostrato i muscoli. Lo ha fatto in nome di quanti hanno creduto nel centrosinistra, in quel centrosinistra organico. In nome di quegli elettori che Giuseppe Galasso non vuole assolutamente tradire. (tlomb.ma)
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