IdV – D’Addesa: polemiche sulle nomine all’interno del partito

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Avellino – “Nei partiti della nostra realtà provinciale si assiste all’affermazione di un ceto che certamente non è il migliore dal punto politico ed amministrativo ma ciò che conta per i manovratori è l’obbedienza pedissequa e di non dire o proporre cose scomode o diverse o avere autonomia culturale e intellettiva”. Questa la lunga premessa di Erminio D’Addesa, esponente dell’IdV irpino, a commento degli ultimi avvicendamenti che si sono registrati in seno al movimento ‘dipietrista’ della provincia e che hanno visto la nomina ad assessore a piazza del Popolo di Luciano Ceccacci, segretario provinciale uscente, e la nomina a commissario del partito di Franco Mercuro, primo dei non eletti al Comune di Avellino.

Secondo D’Addesa, infatti, questi movimenti corrisponderebbero ad “… una sorta di scambio di ruoli anche se per quest’ultimo (Mercuro, ndr) qualcuno ha parlato di una sorta di incarico ad interim. Successivamente il commissario provinciale del partito ha provveduto a nominare, penso in maniera autocratica, i responsabili dei vari dipartimenti e così sarebbero state gettate le premesse per il rilancio politico ed organizzativo del partito sul terreno provinciale. Tutto, mi è parso di capire, è avvenuto in maniera verticistica, senza alcuna concertazione e coordinamento con altre espressioni del partito; personalmente ho appreso della composizione dell’organigramma da notizie di stampa. Lungi da me l’aspettativa di alcun incarico – chiarisce – ribadisco solo che il modo di come si è proceduti offende l’intelligenza di molti segmenti del partito e qualcuno dovrebbe capire che una struttura impegnata, a tutti i livelli, nella lotta per l’affermazione della trasparenza e della legalità deve applicare questi principi prima di tutto all’interno della propria organizzazione”.

“Nel mio percorso politico – conclude D’Addesa – mai ho indossato le vesti di priore, pur ricoprendo cariche istituzionali a livello provinciale, perché ho una visione della politica e dell’organizzazione partitica molto incentrata all’autonomia e che purtroppo alla distanza risulta perdente ma nel contempo, da semplice simpatizzante visto che non ho la tessera del partito, rivolgo un invito ai neo-dirigenti a portare avanti una vera battaglia di cambiamento e di democratizzazione dell’IdV irpina”.

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