Scoperta casa a luci rosse in pieno centro gestita da cinesi

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Avellino – Numerose erano state le segnalazioni da parte dei condomini di uno stabile di Corso Europa. La risposta della Compagnia dei Carabinieri di Avellino è stata piuttosto solerte. I cittadini del condominio da tempo avevano notato uno stano movimento nell’androne della palazzina ed in particolare al terzo piano. Inoltre i vicini di casa hanno riferito di essere disturbati nel sonno notturno da rumori molesti che comunque erano presenti anche in orari diurni. I Carabinieri quindi, nei giorni scorsi, hanno eseguito servizi di osservazione al fine di verificare quanto segnalato, accertando che all’interno dell’appartamento segnalato vi era effettivamente la presenza di cittadine di nazionalità straniera che “ospitavano” un cospicuo numero di “clienti” durante l’intero arco della giornata. L’irruzione però è scattata solo ieri sera quando le ulteriori conferme sono giunte proprio dalle dichiarazioni di alcuni “ospiti” della casa.
All’appuntamento fissato telefonicamente ieri sera, però, insieme all’ennesimo cliente c’erano anche i militari che, una volta entrati e perquisito l’appartamento, hanno identificato al suo interno due cittadine di nazionalità cinese.
A seguito delle risultanze emerse dalla Banca Dati delle Forze di Polizia si è acclarato che una di queste era clandestina sul territorio nazionale poiché espulsa a febbraio 2009 dalla Questura di Caserta, e, pertanto, è stata tratta in arresto.
La perquisizione locale ha permesso di rinvenire numerosi profilattici e creme lubrificanti, abbigliamento intimo osè, nonché la somma di 300 euro risultata provento dell’attività illecita.
Gli immobili ed il materiale rinvenuto al suo interno sono stati sottoposti a sequestro ed il tutto è stato portato all’attenzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino.
Le indagini volte ad accertare l’identità del gestore del vasto giro di prostituzione e la presenza di eventuali favoreggiatori è ora al vaglio del Sostituto Procuratore Antonella Ciccarella della Procura della Repubblica di Avellino.

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