Solofra – Crisi della concia: si ricorre alle ‘scatole cinesi’

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Solofra – Cercano di non affondare le aziende del polo conciario solofrano in aspettativa di una ripresa del settore. L’intervento dei costi risulta grava sulla forza lavoro. Il primo caso è quello della conceria Doc. Al suo interno esiste un’altra società la Donet srl, e proprio quest’ ultima ha dato via alla procedura di licenziamento dell’ intera forza lavoro costituita da quattro operai. Crisi anche per la Martucci Teresa-Rete Pelli dove proprio la Rete Pelli ha messo in mobilità ben diciassette operai. Non sono questi dei casi sporadici vista le difficoltà in cui versano altri opifici conciari pronti ad avviare la procedura di licenziamento per gli operai. In pratica all’orizzonte si profilano nuove perdite di posti di lavoro che vanno ad aggravare lo stato di salute del polo conciario locale tra l’altro costretto a fare i conti col lavoro nero e le fasi di lavoro esternalizzato. E lo testimoniano i vari sequestri di opifici conciari effettuati dalle forze dell’ ordine. C’è poi un altro problema riguardante le note scatole cinesi, ossia l’attitudine di creare società all’interno di altre già esistenti. I dipendenti licenziati da una società vengono assorbiti da un’altra con contratto di lavoro a tempo determinato o contratto di lavoro interinale. Il tutto dà un risultato sfavorevole alle garanzie dei lavoratori, creando così una precarizzazione del lavoro negli opifici conciari con la scomparsa del ruolo del sindacato quale interlocutore nella gestione delle relazioni sociali. (di Dante Grimaldi)

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