Avellino – Pd al banco di prova: direzione e veleni

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Avellino – Quando non si conosce la patologia si tenta ogni terapia pur di mantenere in vita qualcuno o qualcosa a cui si vuol bene. E si chiedono pareri ai migliori specialisti per salvare quanto c’è di salvabile prima di ricorrere all’eutanasia. È un po’ quello che sta accadendo nel Partito Democratico di Avellino, tutti dicono di voler far iniziare una cura per far vivere con serenità il ‘malato’, ma di fatto gli scontri e gli attacchi sembrano all’ordine del giorno. Il primo colpo inferto al partito di via Tagliamento sono state le dimissioni del vice segretario Gerardo Adiglietti. Un fulmine a ciel sereno che ha infiammato gli animi, ma che non ha prodotto l’effetto desiderato dall’ex diesse: chiarire posizioni interne, scovare i responsabili del tracollo elettorale, parlare a viso aperto tralasciando ruoli e diritti. La direzione del partito dello scorso sabato doveva essere il banco di prova di tutti i piddini, ma alla fine ci si è limitati al ‘solito chiacchiericcio’. Pochi giorni seguenti l’ennesimo attacco al Partito e al suo segretario, Franco Vittoria. La presidente Wanda Grassi, in una lettera e analizzando lo stato di salute del Pd, ha velatamente sollecitato le dimissioni di Vittoria, mentre l’assessore al Comune di Avellino, Donato Pennetta, ha chiesto l’azzeramento della direzione. Incassati anche questi colpi, lo scatafascio finale si è avuto sul campo di battaglia dell’Asi. Dopo l’ingresso nel Cda dei democratici Giuseppe Sierchio, sindaco di Calabritto, del sindaco di Contrada, Antonio Guarino, sindaco di Solofra e Carmine Troncone sindaco di Montefredane, è arrivata la bufera. Da un lato Franco Cioffi, rappresentante del gruppo, chiarisce che nessun amministratore locale democratico può o deve ritenersi estromesso dal partito di via Tagliamento, come invece “…sostenuto frettolosamente dalla segreteria martedì sera”. Lo stesso Sindaco di Calabritto, nel commentare con durezza l’esito negativo generato dalle strategie ordite all’Asi dal gruppo dirigente, ha parlato di “partito inerte rispetto alle questioni relative agli enti locali”, confidando nella iniziativa avviata in seno alla compagine dei Sindaci. E la ‘guerra’ delle note dei primi cittadini è continuata con quella di Iannaccone che ha ribadito la sua appartenenza al Pd: “Il caso Asi, a mio parere, merita una riflessione approfondita da parte del Pd. Si tratta di un fatto paradossale che si trascina ormai da più di un anno con esiti dilatori, resistenze e incertezze, che via via ha fatto perdere pezzi per strada, facendo passare per vittime coloro che andavano discussi sotto il profilo della gestione e della visione della politica industriale di questa provincia”. Insomma, pareri e posizioni che sembrano essere discordanti e che farebbero solo del ‘male’ ad un partito che non gode di buona salute. A questo punto tutti sperano in un miracolo, possibilmente da realizzarsi entro domani, giorno della direzione convocata alle 10 presso il quartier generale di via Tagliamento.

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