Provincia – Centralità del Consiglio, lavoro di equipe, fiducia nelle donne, decisioni sinergiche, equilibrate ma autonome. Il centrodestra, con queste premesse, ha conquistato, con numeri da plebiscito e per la prima volta nella storia dell’Irpinia, la roccaforte di Palazzo Caracciolo.
Per la Provincia ha inizio una nuova era: quella targata Cosimo Sibilia.
Un capitolo completamente nuovo per il ‘colosso’ di Piazza Libertà da sempre appannaggio del centrosinistra. Una conquista di non poco conto e contestualmente anche un onere difficile da gestire. Tanti sono i problemi, altrettante le responsabilità. Rese ancora più pesanti dal consenso bulgaro che i cittadini hanno consegnato al neo presidente e dalle aspettative che di conseguenza l’opinione pubblica ripone nella nuova squadra di governo.
E se di successo si può parlare, è altrettanto opportuno non nascondere le vicissitudini di una coalizione che ha mostrato qualche ‘sintomo di insofferenza’.
La dichiarazione di indipendenza del consigliere dell’Udc Giovanni Romano, l’abbandono dell’aula consiliare di Merito è Libertà con Pio Gagliardi che non ha preso parte al voto del presidente e vice presidente del Consiglio, le lotte intestine tra gli esponenti ex An: tante contingenze che hanno subito reso l’idea della difficoltà di stemperare i malumori e rendere stabili gli equilibri.
Presidente, quanto pensa possano pesare tali vicissitudini all’interno della sua maggioranza in termini anche di ‘buona amministrazione’?
“Si tratta solo di questioni fisiologiche, strettamente attinenti al periodo di assestamento che stiamo vivendo e alle decisioni che stiamo assumendo. Quando nasce una Giunta c’è sempre chi non resta soddisfatto. Ma questo rientra nella normale dinamica delle cose”.
A tal proposito, lei in più di un’occasione è stato vittima di attacchi inerenti proprio alla creazione dell’Esecutivo
“Non è un mistero che io abbia ricevuto sollecitazioni a realizzare una Giunta differente. Tuttavia l’ho sempre detto: ascolterò tutti ma deciderò da solo. E questa è stata la migliore squadra che potessi mettere in campo. Composta da persone competenti ed autorevoli in grado di portare a termine i propri compiti nel massimo rispetto dei colleghi e dell’Istituzione ma soprattutto nell’interesse del territorio”.
Una vittoria plebiscitaria che per la prima volta ha portato al potere a Palazzo Caracciolo il centrodestra. Un onore o un onere?
“La vittoria posta anche in questi termini per me è motivo di forte soddisfazione. In questa campagna elettorale e in questo mandato da presidente io ci ho messo la faccia. E sia chiaro, io non sono mai stato ‘nominato’. Sono sempre stato ‘eletto’.
Il ruolo che rivesto naturalmente mi riempie di orgoglio e di responsabilità. Le aspettative riposte nella mia persona necessitano di risposte concrete. Io non ho mai nascosto quale sarà il mio modus agendi: massimo impegno per rispondere alle istanze del territorio. Ma la garanzia del risultato, in alcuni casi (Formicoso, ndr), non dipende solo ed esclusivamente da me. Una cosa è certa, non prometto cose che non posso mantenere. Ma nell’impegno sarò determinato e irreprensibile”.
La Provincia esce da un lungo periodo di ‘congelamento’ dovuto al commissariamento. Lei eredita le lacune dell’ordinaria amministrazione…
“Un periodo di commissariamento non è mai positivo. I problemi ci sono ed alcuni necessitano di interventi tempestivi. Per questo mi sono avvalso di una squadra di qualità. L’assessore Gambacorta, tanto per fare un esempio, da giorni è in costante contatto con sindaci ed amministratori per far fronte al caso Formicoso. Lo stesso vale per tutti gli altri esponenti dell’Esecutivo. Il nostro segreto è il lavoro di squadra. L’equipe rende razionali i nostri interventi e tangibili i risultati”. (di Manuela Di Pietro)
