Con “Lavorare è sacrificio”, il giovane artista avellinese Alessandro Acerra stupisce e fa riflettere in maniera provocatoria sulla piaga delle morti sul lavoro. Sarà pure un modo di farsi notare, ma gli artisti, si sa, attingono ovunque e le morti sul lavoro sono purtroppo una triste realtà, per ricordare e denunciare la quale c’è chi osa, eccome. Alessandro Acerra è un artista che alla Biennale di Venezia ha voluto portare il suo personale contributo, con l’opera “Lavorare è sacrificio”. Ecco che allora davanti all’ingresso dell’Arsenale i visitatori potevano vedere, per terra, il corpo (posticcio, naturalmente) di un postino, caduto sul lavoro, ucciso dallo stress degli ultimi giorni: tanti infatti gli inviti e le lettere che ha dovuto consegnare per questa importante manifestazione culturale. C’è chi ha filmato l’opera d’arte. Alessandro Acerra nasce ad Avellino nel 1980. Cresce e studia a Milano dove si diploma come maestro d’arte presso la facoltà di Belle Arti di Brera nel 2005 con tesi in eco-design dal titolo “Niente si crea, tutto si ricicla”.
Mentre termina gli studi frequenta numerosi corsi di aggiornamento professionale in comunicazione visiva, modellazione e fotografia presso il Politecnico di Milano. Parallelamente all’eco-design continua con lo stesso entusiasmo creativo la carriera artistica, portando in galleria, luoghi pubblici e mostre collettive i suoi lavori concettualmente dirompenti che non passano mai inosservati e che generano profonde spaccature di pensiero attirando su di sé la Stampa e i Media. Curiosità ed energia in continua crescita per comunicare sempre nel modo più creativo e innovativo.
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