Razionalità, stabilità e normalizzazione. Sono queste le regole, o per meglio dire i ‘desideri’, con le quali Pancotto si è presentato al pubblico di Avellino, accorso come sempre numeroso all’insediamento del nuovo coach. Visibilmente colpito dalla folta presenza di tifosi, stampa e curiosi, l’ex allenatore di Udine e Bologna ha preferito non scaldare la piazza con promesse o nomi, ma ha subito fatto capire quali saranno le linee guida che caratterizzeranno questa sua nuova incarnazione cestistica. Pancotto, da sempre abituato alle sfide, si appresta ad affrontare la sua personalissima avventura alla guida dei biancoverdi puntando su due elementi fondamentali: l’entusiasmo di chi sa ancora emozionarsi per lo sport, accompagnata all’esperienza maturata da un veterano del campionato (il secondo coach in attività con 832 partite e 415 vittorie).
ERCOLINO – Come da tradizione, a dare il benvenuto ufficiale al nuovo coach è stato il patron Vincenzo Ercolino che prima però ha voluto ringraziare Zare Markovski. “Abbiamo deciso di chiudere la nostra avventura insieme, ma lo abbiamo fatto con rispetto e mantenendo buoni rapporti, perché il nostro obiettivo è e resta quello di riuscire a fare della Scandone una famiglia”. E proprio questo concetto è stato ripreso più volte da Ercolino che ha continuato: “Lo scorso anno abbiamo commesso l’ingenuità di voler costruire un team competitivo basandoci solo sulle stelle e sui grandi nomi. Questi nomi però sono rimasti tali solo sulla carta. Con il coach abbiamo parlato molto e ho già avuto modo di fargli provare la nostra cucina: la mia specifica richiesta – ha dichiarato – è stata quella di portare ad Avellino giocatori desiderosi di mettersi in mostra, di stupire. Gente disposta a portare ‘la carriola’, pronta a tutto per dimostrare il proprio valore”. “Ripartiamo da zero – gli ha fatto eco Luigi Ercolino – ma sempre con lo stesso obiettivo: dare stabilità, sicurezza e un futuro sempre migliore alla Felice Scandone Avellino. E magari, perché no, riuscire anche a toglierci qualche ‘sfizio’ come già capitato in questi due anni. Siamo una società giovane, ma questo non ci intimidisce, vogliamo che Avellino punti sempre in alto”.
PANCOTTO – Dopo esser stato ‘incoronato’ con un giro d’alloro dai tifosi presenti, è toccato ad un emozionato Cesare Pancotto prendere il proscenio. “Malgrado la mia lunga esperienza – ha esordito – fa sempre piacere ricevere un’accoglienza del genere. Qui ad Avellino mi sono sentito desiderato, e questo mi ha fatto provare una forti emozioni e sensazioni che solo lo sport sa regalare”. Sugli obiettivi del campionato prossimo venturo il coach ha preferito non sbilanciarsi, mantenendo un ‘low profile’ che con tutta probabilità caratterizzerà la gestione del futuro della Scandone. “Non mi piace fare promesse – ha dichiarato – l’unica cosa in cui credo io è il lavoro e la volontà di far bene. Sono qui per cercare di far rendere tutti al massimo, di ottenere il 100% da ognuno. E ovviamente sono qui anche per prendermi le mie responsabilità, perché fa parte della mia professione e del mio carattere. Con il presidente abbiamo subito trovato una forte intesa: c’è la volontà di far sì che Avellino riesca a confermarsi in campionato. Ormai quella della Scandone è una realtà, e tutti devono impegnarsi al massimo per mantenere in alto questi colori”. Ma il passaggio più importante, il messaggio fondamentale che Pancotto dovrà riuscire a trasmettere a tutto l’ambiente, è quello che lui stesso esplica in chiusura del suo primo intervento, ovvero la necessità di ‘normalizzare’ la Scandone. “La società – ha detto – in questi due anni ha vissuto momenti incredibili, come la conquista della Coppa Italia e la partecipazione in Eurolega. Ha attraversato istanti splendidi e periodi difficili: ora, dopo due anni di lavoro, è mio compito riuscire a dare una stabilità alla Scandone, trasmettendo equilibrio ma al contempo energia. La Scandone dovrà diventare un modello, un qualcosa su cui lavorare e un punto di riferimento”.
MERCATO – Con l’arrivo di Pancotto possono finalmente prendere il via i movimenti in entrata della società biancoverde. La volontà è quella di creare un folto e promettente gruppo di italiani sui quali investire, anche tenendo presente le nuove regole di mercato (3 extracomunitari, 3 comunitari ‘europei’, 2 passaportati). Da questo punto di vista importante sarà capire su quanti e quali ‘azzurri’ la Scandone potrà contare. Cinciarini sembra diretto verso Pesaro, mentre Crosariol (forse prematuramente) pare ambire ad altri palcoscenici. Il giovane Antoniutti, cresciuto sotto l’ala di Pancotto ad Udine, potrebbe invece essere il primo colpo in entrata dei lupi. Sembra ormai sicura la partenza di Nikola Radulovic: difficile per la Scandone inserirsi ora in una trattativa già ben avviata ed economicamente vantaggiosa per il cestista, che scendendo di categoria avrà meno pressioni e maggiori possibilità di fare la differenza. Tra i possibili protagonisti del prossimo anno dovrebbe esserci anche Antonio Porta: il nazionale argentino piace e il suo rapporto con i biancoverdi potrebbe avere un seguito. Intanto, la città continua ad aspettare Tonino Zorzi. Per il ‘Paron’ era già pronta la targa di benvenuto, ma tutto è stato rinviato a lunedì: non dovrebbero esserci intoppi per il suo attesissimo ritorno in Irpinia. (di Giuseppe Matarazzo)
