Atripalda – Ex Siderderivati: si prospetta una doppia funzione

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Atripalda – Con l’approvazione del disegno di legge sul “Piano Casa”, le aree industriali dismesse potranno essere trasformate in edilizia abitativa. A via Roma, quindi, ci sarà spazio per oltre 50 appartamenti, il doppio di quelli inizialmente bocciati dalla Giunta atripaldese. La scorsa settimana, infatti, l’Esecutivo guidato dal governatore Bassolino ha approvato, anticipando anche il governo nazionale, il disegno di legge sulla casa, ovvero un pacchetto di norme che entreranno in vigore nel giro di due mesi e che riguardano le ristrutturazioni private (con un aumento di volumetria dal 20% al 35%), le ristrutturazioni degli edifici Iacp (con un aumento di volumetria del 50%) e la costruzione di nuovi alloggi in stabili industriali dimessi (a parità di volumetria). Ed è proprio questo terzo ambito d’intervento ad interessare da vicino la città di Atripalda visto che nel cuore della città ancora sorgono i fatiscenti capannoni industriali appartenuti alla famiglia De Angelis ed oggi di proprietà della “L.R. Legno srl” di Ugo Rubicondo.
Da un giorno all’altro, infatti, è attesa la pubblicazione della sentenza del Tar, riunitosi in Camera di Consiglio lo scorso aprile, sul ricorso presentato dalla “L.R. Legno srl” nel luglio 2008 dopo che la Giunta comunale bocciò definitivamente il progetto del complesso residenziale. Ma, indipendentemente da ciò che il Tar deciderà, c’ha già pensato la Giunta regionale a stabilire il destino dell’ex Siderderivati: un’area di oltre 4mila mq. compresa fra via Roma ed il fiume Sabato, da anni completamente in disuso. Ma anche l’attuale proprietario dei capannoni avrebbe presentato all’Ufficio tecnico un progetto per la realizzazione di un centro commerciale, dopo aver richiesto all’Ufficio commercio due licenze per medie strutture di vendita e acquisito già due delle tre licenze alimentari necessarie ad aprire un supermercato (anche se, in base alla legge Bersani, probabilmente non ce ne sarebbe neanche bisogno). A questo punto, quindi, è lecito supporre che il progetto è destinato a mutare nuovamente per contemplare sia gli appartamenti che il centro commerciale.

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