Avellino – Gli agenti di polizia di tutta Italia – riuniti sotto le sigle sindacali di Siulp, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl-Polizia di Stato, Consap, Italia Sicura, Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi-Mps e Uilps – si sono riuniti oggi per valutare il futuro del Corpo ed interrogarsi su quale modello di sicurezza il governo centrale intenda adottare per rispondere alle “accresciute e mutate esigenze di sicurezza del Paese”. Sugli argomenti trattati e sulla posizione del sindacato in materia intervengono anche le sezioni irpine con una nota indirizzata oltre che agli organi di stampa anche al Prefetto, al Questore ed al Sindaco di Avellino. “Le Segreterie Nazionali delle OO.SS. hanno effettuato un presidio con volantinaggio davanti alla Camera dei Deputati – si legge – in concomitanza del voto sul ddl sicurezza con cui il Governo, senza individuare alcuna risorsa aggiuntiva per il comparto sicurezza e per i suoi operatori, riconfermando una politica solo di annuncio e non di concretezza sul terreno della sicurezza del nostro Paese, ha riproposto la istituzione delle ronde quale unico strumento per migliorare la sicurezza dei cittadini”. Una decisione che per le sigle succitate dimostra la volontà “di non voler affrontare i problemi reali della sicurezza ma di rispondere con palliativi propagandistici finalizzati solo ad effetti annuncio. La volontà di voler appaltare ad un servizio fai da te una funzione centrale e fondamentale qual è quella della sicurezza – prosegue la nota – va respinta senza esitazione, richiamando il governo alle proprie responsabilità circa la necessità di trovare investimenti immediati ed adeguati per evitare il collasso della sicurezza e migliorare il servizio”. Siulp, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl-Polizia di Stato, Consap, Italia Sicura, Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi-Mps e Uilps rivolgono poi l’attenzione all’utilizzo dell’esercito nelle funzioni di polizia. “Una pratica – affermano – che mortifica sia l’alta professionalità dei militari, che sono addestrati ad operare su scenari di guerra e non in funzioni di prevenzione dell’ordine e della sicurezza pubblica, sia quella dei poliziotti, carabinieri e finanzieri, che quotidianamente sono impegnati nella lotta contro il crimine e a garantire la civile e serena convivenza della nostra società”. Questi dunque i motivi alla base della protesta. “I poliziotti sono stanchi di dover anticipare dal proprio esiguo stipendio le risorse per far funzionare la macchina della sicurezza – chiosa la nota – e lanciano un grido di allarme sul pericolo che il sistema corre se non si investe immediatamente per sciogliere il vero nodo della sicurezza. Per i poliziotti e per il Paese la sicurezza è un investimento irrinunciabile”.
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