Udc non ha più il cuore del mio partito: nel Pd porte aperte a Romei

0
140

Avellino – Porte e finestre aperte in casa Pd, volendo utilizzare una frase cara a Franco Vittoria, per accogliere l’arrivo di Gennaro Romei e di tutto il comitato cittadino dell’Udc. Questa mattina il quartier generale di Via Tagliamento è stato testimone di un’unione che ha visto anche la “contaminazione” dei Cristiano Sociali di Nino Musto. Romei, infatti, correrà alla Provincia proprio in sostegno della corrente che fa capo all’ex sindaco di Pietradefusi. Nessun trasformismo, solo “una storia che continua”: quella dei cattolici democratici che gettano l’ancora nel luogo “dell’agibilità politica”.
La ‘Romei maniera’ – tutta una miscela di ironia, di spregiudicatezza e di totale assenza di scrupoli e convenzionalismo politico – ha convinto, e perché no anche divertito, tutti i presenti. A partire dal segretario provinciale del Pd, dal sindaco di Avellino Pino Galasso e dall’ex presidente della Provincia Alberta De Simone.
Le vicissitudini di cui l’Udc è stato protagonista nel corso degli ultimi anni, il cambiamento degli assetti del partito anche a livello locale e gli equilibri “stravolti” registrati con l’arrivo di ‘nuovi’ proseliti, chiaramente non hanno convinto Romei che ha chiarito: “Laddove c’è gestione becera del potere noi non ci saremo mai, saremo esattamente dall’altra parte. Perché è costume becero far cadere le Istituzioni”. Note dolenti quelle espresse sulla caduta della Provincia e del Comune di Andretta e sui tentativi mal conclusi a Piazza del Popolo. Un attacco frontale, dunque, ed ampiamente motivato dallo stesso Romei che ha ripercorso le vicende della politica irpina da qualche anno a questa parte evidenziando come l’Udc abbia “… ammazzato Erminia Mazzoni e Arturo Iannaccone. Poi è arrivato il capo e alle Politiche ha piazzato il nipote – anche scarso e geloso dell’applausometro – al numero 3. Risultato: l’Udc non ha nessun dirigente territoriale”. Un ‘modus operandi’ che, stando agli episodi riportati, ha come unica conseguenza “il massacro di tanta gente”. “Lui si è fatto l’Udc a sua immagine e somiglianza”. Tanti fattori, dunque, alla base di una scelta che già sembrava essere nell’aria. Oltre alla “agibilità” riscontrata dall’ex esponente Udc nel territorio del Partito Democratico, non ha avuto meno peso nella determinazione il “cambiamento” subìto dallo scudo crociato: “L’Udc non è più il mio partito perché non ha più il cuore del mio partito. Qui invece è possibile far politica senza un ‘capo’ ma con tanta gente nuova. Questa è l’agibilità”. E di fronte a tanta convinzione a nulla sono valsi i tentativi di ‘riconquistalo’: “Mi hanno promesso di tutto. Case, palazzi, incarichi… Noi continuiamo con il nostro che sarà pure poco ma ci fa andare avanti con la schiena dritta”.
Per chiudere una domanda retorica: riuscirà il Pd a vincere la battaglia della contaminazione dei Cristiano sociali e della sinistra che vuol governare?… Da parte dei diretti interessati nessun dubbio in proposito. (di Manuela Di Pietro)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here