S.Angelo a Scala – Eremo dell’Incoronata in via di riqualificazione

0
512

Una delegazione della congregazione religiosa dell’Eremo Camaldolese Tuscolano di Frascati è stata in visita nei giorni scorsi all’Eremo dell’Incoronata di Sant’Angelo a Scala. Dodici i monaci che hanno effettuato un sopralluogo tra i ruderi, interessati attualmente da un’opera di riqualificazione. I religiosi, accompagnati dal vice-sindaco Riccardo Lamberti e dal parroco di Sant’Angelo A Scala, Don Tarcisio Loro, hanno mostrato interesse per il complesso religioso. Si profila una fattiva collaborazione tra l’Eremo di Frascati e il Comune di Sant’Angelo a Scala con l’obiettivo di richiamare finanziamenti per completare l’opera di recupero e riportare all’antico splendore l’Eremo di Sant’Angelo a Scala. “I monaci di Frascati – informa il vice sindaco Riccardo Lamberti – sono stati piacevolmente colpiti dalla bellezza dei luoghi e dal complesso in fase di ristrutturazione e hanno espresso il desiderio per il futuro di voler tornare per organizzare periodi di soggiorno nell’Eremo dell’Incoronata. Il complesso ha tutti i requisiti, secondo i camaldolesi di Frascati, per poter ospitare una parte della comunità Tuscolana e fondare, così, un nuovo eremo”. Distrutto dai francesi nel 1806, l’Eremo Camaldolese dell’Incoronata sorge a cinque chilometri dal paese, in alta montagna. Nei secoli scorsi è stato al centro di grandi pellegrinaggi per la grande devozione alla Madonna dell’Incoronata considerata miracolosa. Il progetto di recupero, oltre ad aver fatto emergere le vecchie mura, poi sottoposte ad opera di consolidamento, ha riportato alla luce le quaranta celle, che nell’antichità avevano ospitato i monaci camaldolesi, fondatori dell’Eremo. In via di recupero anche gli orti annessi, dove, secondo quanto riportato dalle “Cronache Camaldolesi”, i monaci erano soliti coltivare spezie e piante officinali. “L’interessamento dei monaci camaldolesi per l’Incoronata – commenta il sindaco di Sant’Angelo a Scala, Domenico Majello – ci inorgoglisce e conferma l’importanza dal punto di vista turistico e religioso del complesso che puntiamo a valorizzare per farlo conoscere fuori dai confini provinciali”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here