Rimini – C.M.dell’Ufita: buon esempio di sistema anticendio boschivo

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Il Centro antincendio boschivo realizzato dalla Comunità Montana dell’Ufita rappresenta un esempio unico In Italia in fatto di Protezione Civile. Il presidente dell’Ente montano, Oreste Ciasullo, questa mattina è stato ospite alla tavola rotonda organizzata dall’Uncem e dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile in occasione del salone delle autonomie locali, che si è svolto alla fiera di Rimini dal primo al 3 aprile, ed il suo intervento ha colto l’ammirazione e l’apprezzamento dei vertici nazionali dell’Unione dei comuni e degli enti montani e della Protezione Civile. Ciasullo ha evidenziato l’impegno messo in campo dal suo ente per garantire al massimo la tutela del territorio di competenza, ma ha aggiunto che le fasi di progettazione e di realizzazione delle strutture devono essere accompagnate da quella dedicata alla gestione. “Il Centro Aib ha notevoli potenzialità – ha precisato – ma per farle emergere occorre qualificare il personale e mettere l’Ente nelle condizioni di assumere le risorse umane opportune per evitare il rischio di vedere parzialmente vanificati gli sforzi compiuti”. L’Ente montano dell’Ufita è stato l’unico della Campania e dell’Italia meridionale ad essere stato invitato a testimoniare la propria esperienza nel settore della Protezione Civile ed i risultati conseguiti sul piano nazionale grazie al contributo di Comunità Montane efficienti come quella dell’Ufita sono stati fondamentali per giungere alla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra l’Uncem e la Protezione Civile che mira ad istituzionalizzare alcuni servizi pubblici. Lo ha sottolineato Marco Iacchetta, responsabile nazionale Protezione Civile Uncem a conclusione della tavola rotonda. Con questo atto sono stati riconosciuti il ruolo e la competenza degli enti montani, proprio quando qualcuno voleva indicarli come esempio di spreco da dover tagliare. Allo stato il Centro Aib è nelle condizioni di avvistare un piccolo incendio (quattro metri quadrati) a dieci chilometri di distanza dal focolaio e di attivare le squadre di soccorso nel giro di pochi minuti. Le telecamere analogiche e digitali posizionate sulle cinque torri di avvistamento e la sensoristica sono in grado di rilevare tutti i parametri necessari per capire la natura, l’intensità e la direzione delle fiamme. Inoltre, la struttura rileva i dati metereologici ed ambientali, anche in termini di inquinamento da immissioni e da onde elettromagnetiche. La stazione mobile, adeguatamente attrezzata, compie periodicamente attività di monitoraggio sul territorio per tenere sotto controllo la situazione. La tavola rotonda di ieri mattina rientrava in una serie di incontri e convegni di interesse nazionale ed ha visto la partecipazione di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia. Per l’Ente montano era presente anche l’ingegnere Guido Di Paola, dirigente del settore lavori pubblici.

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