Enti montani – Anche gli irpini oggi a Roma contro l’azzeramento

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Enti montani- Trasferta in Capitale per i presidenti montani irpini, oggi protagonisti attivi della protesta in occasione della manifestazione nazionale promossa dall’Uncem per contrastare l’ipotesi avanzata dal sottosegretario Silvano Moffa di un maxi emendamento alla Finanziaria, teso a sopprimere le 356 Comunità montane del territorio italiano (una misura che da sola potrebbe fruttare un risparmio tra 800 milioni e 1,6 miliardi di euro). E non c’erano solo i sei presidenti irpini: insieme a loro, politici (il consigliere provinciale, Giuseppe De Mita), sindaci, amministratori, cittadini e lavoratori forestali, irpini, campani e di tutta Italia, hanno fatto leva sui diritti delle popolazioni montane, e si sono espressi in difesa del sistema delle Autonomie, che, con la proposta di azzeramento degli Enti sovracomunali, vedrebbe la rete montana -già aggravata dalla mancata assegnazione, da parte del Governo centrale, dei fondi previsti dalla legge 97/1994- ‘vittima’ di un danno a detta dei più ‘irreparabile’. Così, nella mattinata, la seduta straordinaria del Consiglio nazionale Uncem, presso il Cinema Capranica a Roma, ha allargato la discussione ai Presidenti delle Comunità montane d’Italia, agli amministratori della montagna e ai sindaci dei comuni interessati. “Una folla straordinaria – racconta il presidente della Comunità montana Alta Irpinia, Gaetano Sicuranza, anche lui a Roma – C’erano quasi tutti. Anche numerosi Parlamentari. Numeri che hanno fatto intendere la vera e profonda natura della protesta: non la copertura di interessi personali, ma la tutela delle aree più fragili, quelle montane”. I presenti hanno poi sottolineato anche altre esigenze, come il finanziamento del fondo della montagna, al momento azzerato. “Pur di fare cassa – è il commento di Sicuranza – tagliano fondi alla montagna, quando invece detti Enti hanno bisogno di garanzie per le spese correnti”. La delegazione regionale Uncem, del cui Esecutivo è ora membro anche il front man della Comunità montana dell’Ufita, Giuseppe Antonio Solimine, è stata poi ricevuta nel primo pomeriggio dalla Presidenza del Senato e della Camera. Entro il 7 novembre, il verdetto decisivo. Intanto, i presidenti e gli amministratori montani continuano la loro battaglia in difesa dei propri Enti che, pur vivendo di sole progettualità, ricoprono, in zone come l’Irpinia, un’importanza quanto mai crescente e pregnante, sia nell’ottica della difesa del suolo, della forestazione, che della corretta implementazione della progettazione integrata. (Antonietta Miceli)

Di Iorio, C. M. Terminio Cervialto: “Abbiamo finalmente destato attenzione sui problemi della montagna”

Folta la rappresentanza della comunità montana Terminio Cervialto questa mattina a Roma. Per l’ente sovracomunale di Montella erano presenti il presidente Nicola Di Iorio, il vicepresidente Antonio Prudente, gli assessori Ferdinando Faia, Angelo Antonio Di Gregorio, Giustino Raimato e Marino Sarno. Nutrita la partecipazione dei dipendenti della Terminio Cervialto. Hanno partecipato alla manifestazione, infatti, i dirigenti, gli amministativi e gli operai forestali. L’ente questa mattina è rimasto praticamente chiuso in segno di protesta. A Roma l’ente ha partecipato con il proprio gonfalone. Per il territorio della Terminio Cervialto erano, inoltre, presenti il vicesindaco di Bagnoli Irpino, Carmelo Ventura, ed il vicesindaco di Cassano Irpino, Carmelino De Blasi. Soddisfatto il presidente della comunità montana Terminio Cervialto. “E’ stata – dichiara Nicola Di Iorio – una grande manifestazione alla quale l’Irpinia ha dato un importante contributo. Abbiamo finalmente destato attenzione sui problemi della montagna. Importanti i risultati raggiunti con il passo indietro fatto dal governo sull’ipotesi di abolizione degli enti montani, ora l’obiettivo è quello di rimpinguare il fondo nazionale della montagna. Abbiamo registrato l’impegno di tutte le forze presenti in parlamento, anche di quelle di governo. E’ ora che il sistema montagna in Italia recuperi centralità anche per il contributo che lo stesso sistema dà all’economia dell’intero Paese”.

Il presidente Solimine: “Sono soddisfatto per gli impegni strappati”

Il presidente della Comunità montana Ufita, Giuseppe Antonio Solimine: “Personalmente sono soddisfatto per gli impegni che siamo riusciti a strappare – commenta il presidente della Comunità Montana alla montagna ed alle nostre attività e rispetto alle quali non c’è stata una presa di posizione inequivocabile. Certamente il dato positivo è che la politica ha preso ulteriormente coscienza del ruolo che la montagna svolge nel paese e del fatto che gli enti locali sono uniti nel condurre una battaglia a difesa del territorio e della gente. Abbiamo competenze assai importanti in fatto di tutela dell’ambiente e del territorio, di sviluppo socio-economico e turistico e possiamo avviare l’implementazione dei servizi associati con i comuni. Penalizzare le Comunità Montane significa annullare servizi che esse garantiscono al cittadino. In sede di finanziariadell’Ufita Giuseppe Antonio Solimine – anche se occorre essere realisti e cauti. Sono state avanzate alcune proposte chiare in fatto di fondi da destinare vedremo gli sviluppi, ma siamo pronti da subito a continuare la protesta qualora non dovessimo vedere accolte le nostre richieste”.

Il presidente Uncem, Enrico Borghi: “Il governo ha garantito che non c’è alcuna intenzione di cancellare le comunità montane”

Compatto, dunque, il fronte del no all’ipotesi di abolizione delle comunità montane. L’incontro in realtà si è tenuto all’indomani di un vertice al quale hanno partecipato il premier Silvio Berlusconi, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ed il ministro agli Affari Regionali con delega per la Montagna, Enrico La Loggia. Il governo ha garantito che non c’è alcuna intenzione di cancellare le comunità montane. La questione ora si sposta sul fondo nazionale per la montagna e su quello per gli incentivi ai servizi comunali associati. In finanziaria le due voci sono state completamente annullate. “La grande partecipazione di oggi – ha dichiarato il presidente Uncem, Enrico Borghi – è la conferma di una questione particolarmente sentita. Il governo ha garantito che in agenda non esiste nessuna questione comunità montane. Siamo disponibili ad una riorganizzazione del sistema su scala nazionale, ma non possiamo accettare l’azzeramento delle risorse. Si contravverrebbe all’articolo 44 della Costituzione che parla di provvedimenti in favore dei territori montani. Una norma che tutta l’Europa ci invidia. Il paradosso sarebbe che ora dovremmo insegnare all’estero quello che da noi stiamo cancellando”.

Gli altri interventi: Castagnetti, Napoli, Mancini, Fioroni, Pecoraro Scanio, Parolo

Registrati, poi, gli interventi di Luigi Olivieri, vicepresidente del gruppo interparlamentare Amici della Montagna, di Pierluigi Castagnetti, presidente dei deputati della Margherita (“Un’ipotesi sciagurata presa in considerazione da un governo che non vuole il bene del Paese”), di Osvaldo Napoli, vice coordinatore enti locali di Forza Italia (“mai messa in agenda la soppressione delle comunità montane”), di Fabio Sturani, vicepresidente nazionale Anci (“un grosso errore considerare sprechi quei servizi erogati per i territori montani”), dell’onorevole dello Sdi, Pietro Mancini, del responsabile nazionale enti locali della Margherita, Giuseppe Fioroni (“la finanziaria prevede cittadini di serie B, quelli che abitano in montagna. E questo è anticostituzionale”), di Alfonso Pecoraro Scanio, segretario nazionale dei Verdi (“il sottosegretario Moffa deve dimettersi per quelle dichiarazioni irresponsabili che ha rilasciato. Meglio tagliare fondi per infrastrutture inutili e faraoniche”), di Ugo Parolo, responsabile ambiente della Lega Nord (“siamo pronti ad avviare la battaglia in parlamento per il ripristino del fondo nazionale per la montagna. La nostra idea è quella di rendere diretta l’elezione dei presidenti delle comunità montane per dare loro un ruolo maggiormente rappresentativo”).

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