Avellino – Dopo aver appreso l’avvenuto commissariamento della Federazione del PdCI di Avellino e di Cagliari e le relative motivazioni, Vito Nicola Cicchetti, interviene sulla questione sottolineando come “… il PdCI Nazionale, con un provvedimento che ha ritenuto di dover notificare alla stampa, e non alla Federazione, si libera di una Federazione che si è sempre attenuta alla linea politica nazionale, ma non si e mai piegata a giochi correntizi e personalistici interni al partito.
Non sappiamo chi abbia sostenuto in sede di Direzione Nazionale ‘la presunta litigiosità’ della federazione Irpina (forse il segretario Regionale?), atteso che le decisioni del C.F sono state assunte sempre all’unanimità (per la qual cosa venivamo apostrofati come “Federazione Bulgara”).
La condanna avviene in ‘contumacia’, sarebbe stato difficile provare un dissenso interno agli organismi dirigenti, in un confronto con i compagni Irpini.
Avrei preferito un confronto tra comunisti, o almeno tra uomini, una discussione alla presenza di compagni del Regionale o meglio ancora del Nazionale.
Ma il Nazionale e il Regionale, al pari della “Banda dei quattro”, sfuggono al confronto, si trincerano dietro qualche protettore e commissariano una Federazione che si è sempre distinta per iniziative, tesseramento e risultati elettorali conseguiti.
Non nascondo una profonda amarezza, e un profondo dolore nel veder calpestate le regole basilari della convivenza, della democrazia e stracciato il nostro statuto.
Ringrazio i compagni che insieme a me hanno costruito in Irpinia il Partito dei Comunisti Italiani, hanno condiviso tante lotte, sconfitte e tante vittorie. Sono nato comunista, continuerò a lottare da comunista, convinto come sono che non è la tessera a fare di una persona un comunista”.
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