Avellino – Nel prossimo Consiglio anche l’area ex distretto militare

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Avellino – Tra gli argomenti inseriti all’ordine del giorno della prossima sessione di Consiglio comunale è prevista una delibera per l’esclusione dal “Piano vendita” dell’amministrazione dei diritti edificatori (per un valore stimato in 200 mila euro) di un’area collocata alle spalle dell’ex Distretto Militare di Via Colombo, attualmente adibito a parco urbano. Questo provvedimento consentirebbe una transazione di diritti di volumetria tra l’Ente di Piazza del Popolo e una società privata, la Sefin srl. Sulla vicenda, già nella conferenza dei capigruppo – svoltasi in mattinata – c’è stata la presa di posizione contraria di Antonio Gengaro, rappresentante di Libera Città. L’esponente di minoranza ha espresso forti perplessità e critiche sia sui contenuti, che sulle procedure seguite per la pratica. La storia nasce da lontano e segue un percorso articolato e complesso. Nell’area in esame, un’altra ditta aveva ottenuto sin dal 1991 la concessione per la realizzazione di 6 torri di differenti volumetrie, come previsto dal Piano regolatore Petrignani. In base ad i progetti, gli edifici più alti avrebbero dovuto avere 12 piani. Il complesso, denominato “Centro Direzionale Avellino 2000”, in realtà, non ha visto la luce. I lavori, infatti, furono interrotti. La Sefin, successivamente, avrebbe acquisito i diritti per la realizzazione del centro. Da qui è nata una trattativa con il Comune di Avellino per far valere, a distanza di diversi anni, tali diritti. Nel frattempo, però, come è noto, è stato approvato un nuovo piano regolatore, quello realizzato dallo studio Gregotti-Cagnardi, e la seconda stesura dello stesso. In questi ultimi mesi, la trattativa avrebbe subìto un’accelerazione. Sono diversi gli incontri tenutisi tra i tecnici e gli avvocati della società privata e gli uffici comunali. Risultato: si è giunti ad un accordo, anche supportato dalle previsioni del nuovo Puc, che consente alla Sefin la realizzazione di tre torri (alte sino a 13 piani), all’interno di un complesso che prevede la realizzazione in totale di 5 edifici. Per questa operazione, il Comune cederebbe i diritti volumetrici, che erano stati inseriti in un bando di vendita di un’area ed otterrebbe dal privato la proprietà di un suolo edificabile. Su questa procedura sono molti i malumori che si raccolgono, tra i consiglieri sia di maggioranza che dell’opposizione, nei corridoi di Palazzo di città. La delibera che sarà portata in discussione in aula, infatti, è stata più volte rimodulata, fino a giungere ad una versione soft, in cui la assunzione di responsabilità per i consiglieri, nelle scelte che saranno compiute, è stata ridotta al massimo, per renderla più “digeribile”. (Luigi Basile)

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