Finita l’epoca dei rudimentali “pizzini” alla corleonese, ora la mafia invade la rete. Come riporta il quotidiano La Repubblica, i mafiosi per sfuggire alle intercettazioni degli inquirenti usano Skype, uno dei software che permette di parlare via internet e che impedisce interferenze. Il fatto è stato scoperto in un’intercettazione telefonica della Guardia di Finanza a due sospetti: “Di quei due chili ne parliamo poi, su Skype”. Al telefono un trafficante di cocaina invita il complice a continuare quella comunicazione usando il software che permette di parlare via internet. Proprio come ormai da settimane stanno facendo i mafiosi, trafficanti di armi e droga, sfruttatori della prostituzione e piccoli criminali in tutto il paese. “Durante la comunicazione – spiega un tecnico che collabora assiduamente con la Procura di Milano – Skype trasforma la voce di chi parla in tanti pacchetti di dati digitali che viaggiano in rete. I dati però vengono criptati in base a un algoritmo segretissimo inventato dai programmatori di Skype. Non solo. La procedura di autenticazione da parte degli utenti è invulnerabile perché il software genera password monouso temporanee ogni volta che si avviauna comunicazione. Ciò rende impossibile agli investigatori ogni tentativo di intercettazione”. Della conversazione nemmeno rimane traccia sui tabulati: le chiamate su Skype, sottolinea il quotidiano, sono invisibili, non si può sapere né quando né dove vengono fatte.
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