Bologna – Traffico internazionale di droga: donna irpina in manette

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Bologna – C’è da ‘tenere la bambina’ ma anche frasi del tipo vuoi ‘andare al mare’, c’è da ‘prendere la medicina’, oppure una birra, un aperitivo o un caffè: era il gergo usato per gli appuntamenti dalla banda di spacciatori italo-albanesi di cocaina, venduta in particolare sulla piazza di Bologna, sgominata nel blitz dei Carabinieri e di varie compagnie sul territorio, oltre a un elicottero e ai cani antidroga. Tredici in totale le ordinanze di custodia cautelare eseguite tra Bologna, Cento e Venezia, di cui due agli arresti domiciliari, per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla spaccio di droga. La cocaina arrivava in Italia dall’Olanda e dall’Albania: il traffico veniva gestito dagli albanesi, la maggioranza degli esponenti della banda. La droga veniva poi rivenduta a credito agli italiani al prezzo di 30/40 euro al grammo: questi ultimi la facevano arrivare sul mercato a prezzo raddoppiato, 70/80 euro. I Carabinieri hanno stimato un traffico di un chilo o 2 di cocaina alla settimana. Le indagini coordinate dai pubblici ministeri di Bologna Silverio Piro e Marco Mescolini, durate due anni e mezzo, sono nate da alcune intercettazioni telefoniche nell’ambito di un’altra inchiesta per sfruttamento della prostituzione. Grazie anche a intercettazioni ambientali audio visive, si è potuta ricostruire l’attività di spaccio che avveniva in larga parte in appartamenti, che fungevano anche da covo- deposito della droga: negli stessi luoghi la droga veniva spesso anche consumata. A capo dell’organizzazione, a quanto sembra,due cittadini albanesi, Erion Lleshaj, 28 anni, e il fratello – quest’ultimo però non oggetto di provvedimenti – assieme al connazionale Gezim Reci, 26 anni. Altri due albanesi della banda, Sokol Bushpepa e Eduard Ndreu, quest’ultimo carpentiere edile nel porto di Marghera, sono stati arrestati a Venezia: gli inquirenti non escludono che lo stesso porto veneziano potesse essere uno dei terminali del traffico. Si è anche venuti a conoscenza del fatto che un albanese ricercato per tentato duplice omicidio in patria – Beso Ilia, 25 anni – si era incontrato, nel gennaio dello scorso anno, con i due connazionali dell’organizzazione arrestati a Cento. Tre i covi deposito della droga scoperti a Bologna, tra via Saliceto, via Emilia Ponente e via Fratelli Rosselli. Nei guai anche un bar di Via Fioravanti, per il quale verrà chiesta la chiusura per presunta attività di spaccio dentro al locale. La droga, che veniva probabilmente indirizzata anche a discoteche e locali pubblici, era gestita in totale da tre sottogruppi, tutti in contatto tra loro: oltre a quello albanese, due italiani, che vedevano rispettivamente al vertice Marco Costantini, 37 anni, originario di Monteroni di Lecce (la sorella è finita ai domiciliari) e la coppia Gianni Marseglia, brindisino, 44 anni, e Giuseppina Rosafinta, 30 anni, di Avellino.

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