Napoli – Gli oltre 5mila lavoratori dello stabilimento Giovan Battista Vico ritornano in cassa integrazione. E vi resteranno fino a marzo. In attesa delle scelte a medio e lungo termine dell’amministratore delegato della Fiat Marchionne, gli operai annunciano iniziative. Oltre allo sciopero generale Cgil del 13 febbraio, manifesteranno il 27 febbraio. Per quanto riguarda le istituzioni, ed il loro intervento a favore dello stabilimento, oggi si è tenuto il Consiglio regionale monotematico, da cui è emerso in primo luogo che il futuro della regione Campania è strettamente legato al futuro del comparto auto. “Il Consiglio regionale – ha affermato la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo Mastella a margine dell’incontro che ha coinvolto anche lavoratori e sindacati – è attivamente e convintamene impegnato, senza distinzione, a sostenere le ragioni dei lavoratori. L’assemblea legislativa campana, con il contributo di tutte le forze politiche, insieme al governo regionale, farà ogni sforzo per realizzare due obiettivi: garantire un sostanzioso sostegno al reddito, da estendere ai lavoratori dell’intero comparto ed anche ai lavoratori precari; ottenere precise garanzie sul futuro, sul rilancio dello stabilimento di Pomigliano, anche con nuove produzioni ecocompatibili, e degli altri siti produttivi campani”. All’incontro hanno preso parte i capigruppo consiliari e gli assessori regionali al Lavoro e alle Attività Produttive, Corrado Gabriele e Andrea Cozzolino. Si tratta di una cifra complessiva che varia tra i 10 e i 20 milioni di euro che, attraverso percorsi formativi, consentirà un adeguamento della quota prevista dal trattamento di cassa integrazione oggi pari a circa 760 euro. L’integrazione dovrebbe ammontare a circa 200 euro mensili, sufficienti a coprire l’80 per cento del salario. I fondi fanno parte del piano anti-crisi da circa 120 milioni varato dalla giunta regionale e operativo da oggi. “Si tratta di fondi comunitari – ha precisato Cozzolino – che siamo riusciti a liberare. Non bastano, infatti, gli incentivi del Governo che rischiano paradossalmente di favorire le imprese automobilistiche estere, visto che Pomigliano è’ tagliato fuori e così pure i due terzi della produzione dello stabilimento di Pratola Serra. Significa – ha aggiunto Gabriele – che 10.000 persone del comparto automobilistico, compreso l’indotto, potranno beneficiare di un’integrazione del reddito per circa 200 euro al mese. La stessa operazione, d’accordo con i sindacati – annuncia Gabriele – contiamo di riproporla per altri settori in crisi nella riunione che faremo lunedì con i sindacati sulle aziende legate alla crisi Alitalia, a partire da Atitech”.
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