Sta suscitando non poche polemiche la normativa che prescrive che chi soffre di alcune patologie non deve fare le visite di controllo sullo stato di salute. Tutti i cittadini, insomma, che soffrono di patologie che possono solo aggravarsi o rimanere stabili non dovrebbero, in base alla legge 80, approvata nel 2006 essere chiamati dalla commissione invalidi delle Asl per essere sottoposti alle visite periodiche di controllo. La legge è ignorata da quasi tutte le strutture delle Asl italiane, ma in Campania la percentuale delle aziende sanitarie che non rispondono alla legge sono l’80 per cento. Lo denuncia cittadinanza attiva che sta lanciano una campagna di mobilitazione e informazione che avviene attraverso il sito dell’Anio (www.anio.it) o quello della stessa organizzazione (www.legge80.cittadinanzattiva.it). L’Inps per evitare disagi (anche economici) ai cittadini affetti da gravi patologie ha inviato due circolari alle Asl campane nelle quali ricorda quanto stabilito dalla legge 80. Infatti, in attesa dell’espletamento delle pratiche vengono sospese tutte le assistenze previste dalla normativa e questo si traduce oltre che in un disagio anche in un danno economico. A questo si aggiunge anche un aggravio di spese per le Asl che devono sostenere per mantenere le commissioni invalidi e per attivare le pratiche burocratiche. Sei Asl della Campania violano la legge sulla privacy, una sola applica la legge 80, otto non la applicano e quattro non hanno risposto ad alcun quesito. Sempre le otto che disattendono alla normativa vigente invitano i pazienti a presentarsi alle visite di controllo. Tra le Asl inadempienti – e quindi che non applicano la normativa – figurano anche le due di Avellino.
Redazione Irpinia
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