Serie B – Avellino: quattro sfide per capire che ne sarà di te!

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Non ancora smaltita la sconfitta contro il Cittadella, l’Avellino sabato affronterà la bestia nera Albinoleffe. Per i biancoverdi subito un match fondamentale in chiave salvezza. Febbraio presenta quattro appuntamenti importantissimi in per l’avvenire dei lupi. Prima lo scontro sul terreno amico con la squadra di Madonna, dopo 72 ore quello con il Grosseto di Pellicori ed in successione Vicenza ed Ascoli. 360’ minuti che potrebbero delineare il destino della compagine irpina. Lo stop del Tombolato fa male ed ha presentato una squadra in netta involuzione rispetto a quella vista nelle ultime due trasferte con Livorno ed Empoli. La forza dei lupi su terreno avverso – dove sotto la gestione Campilongo sono stati ottenuti 10 punti, frutto di 2 vittorie e 4 pareggi – è stata sempre rappresentata dalle corsie esterne. Inspiegabile la scelta del trainer di Fuorigrotta che ha ‘tarpato’ le ali al proprio 11 cercando di attuare un modulo più difensivo, errore che è costato la sconfitta. Stravolgere il proprio credo tattico non è stato un bene e forse per la prima volta lo stop è da attribuire in gran parte al tecnico partenopeo che ha sbagliato la formazione. Domani ci sarà la ripresa degli allenamenti in vista della gara con i bergamschi, dovranno essere verificate le condizioni di DoudouGhomsi(vista anche la squalifica di Cosenza che al Tombolato ha rimediato un’espulsione, sarebbe importante riaverne almeno uno) e si continuerà a valutare anche la graduale ripresa del brasiliano Babù. All’andata i lupi, guidati ancora da Incocciati, vennero sconfitti per 2 a 1, ma l’incontro dell’Atleti Azzurri terminò tra mille polemiche.
L’Albino si impose grazie ai goal di Ruopolo e dell’ex Carobbio (capitano dei lombardi, che nella stagione 99-2000 – l’ultima dell’era Sibilia – ha indossato la casacca della compagine avellinese, collezionando tre gettoni all’attivo).

I biancoverdi furono ridotti in otto da Calvarese che mandò anzitempo sotto la doccia Gragnaniello, Doudou (autore del momentaneo pari) e De Zerbi. Da quel giorno (20 settembre) è iniziato il silenzio degli irpini, cinque lunghi mesi senza che la piazza potesse sentire la voce dei protagonisti.

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