Serie B – L’Avellino doma il Livorno e sfiora quasi il colpaccio!

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Livorno – Avellino
Livorno (4-3-2-1): De Lucia, Rosi, Perticone,Miglionico, Bonetto, Pulzetti (dal 59’Rizza), Candreva, Loviso (vk), 10 Tavano (cap.), Diamanti, Rossini (dall’ 86’Danilevicius). A disp.: Mazzoni, Grandoni, Galante, Terranova.
All.: Acori.
Avellino (4-2-3-1): 1 Gragnaniello, Gazzola, Vaskò, Pecorari, Cosenza, Di Cecco (cap.), Dettori (da 74’ De Martino), Pepe (dall’85’ Ghomsi), Venitucci (dal 58’ Aubameyang), Koman, De Zerbi (vk).
A disp.: Padelli, Defendi, Ciotola, Pacilli
All.: Campilongo.
Arbitro: Brighi di Cesena
Assistenti: Conca di Roma e Rubino di Salerno
Quarto uomo: Tasso
Note: terreno pesante per la pioggia, ma in buone condizioni.
Angoli: 7 a 2 per il Livorno
Ammonizioni: Gragnaniello, Vaskò, Di Cecco e Cosenza(Av)
Recupero: 4’ st

COMMENTO – Un pareggio d’oro per l’Avellino al Picchi di Livorno. Un risultato che forse sta anche stretto ai biancoverdi, vista l’occasione fallita nel finale da Koman. Alla fine, però, va bene così. Cinque punti in tre gare nel 2009 dei lupi. La squadra di Campilongo dopo aver frenato l’Empoli riesce a bloccare un’altra big del torneo. Risultato quello ottenuto con gli amaranto che permette a De Zerbi e compagni di proseguire la striscia utile. Buona la prova dell’Avellino che può sorridere anche grazie ai verdetti arrivati dagli altri campi: le sconfitte di Ascoli, Modena, Frosinone e Salernitana e il pareggio del Cittadella fanno si che il punto in terra di Toscana contro la squadra di Acori valga doppio.

CRONACA – Con l’assenza ‘forzata’ di Sforzini, Campilongo decide di schierare un Avellino accorto con De Zerbi nell’inedito ruolo di prima punta. A supporto dell’ex napoletano, Pepe sull’out di destra e Koman su quello di sinistra, Venitucci, all’esordio dal primo minuto, agisce al centro come rifinitore e uomo d’ordine. Incontristi Di Cecco e il rientrante Dettori. In difesa la novità è l’esclusione di Ghomsi, al cui posto gioca Cosenza posizionandosi sulla sinistra; sulla corsia opposta Gazzola e al centro l’ormai collaudata coppia Pecorari e Vaskò. Nel Livorno tutto secondo previsioni: difesa a quattro con Rosi e Bonetto terzini e Perticone-Miglionico centrali. A centrocampo il trio composto da Pulzetti, Loviso e Candreva; Diamanti trequartista alle spalle della coppia Tavano – Rossini.

Primo tempo veloce e piacevole, con frequenti capovolgimenti di fronte e almeno due occasioni clamorose da rete per i padroni di casa che comunque soffrono la buona organizzazione di gioco dell’Avellino, nelle cui fila si sente però l’assenza di un uomo d’area come Sforzini che possa capitalizzare il lavoro degli esterni. Inizia forte il Livorno che al primo minuto guadagna il primo calcio d’angolo. I lupi prendono però subito le misure ai toscani e si rendono pericolosi al quarto con un punizione dalla destra di Pepe che trova l’inzuccata del solitario Cosenza al centro dell’area che spedisce però di un metro fuori. Tre minuti più tardi sono ancora i biancoverdi a rendersi pericolosi: traversone di Koman, svirgola Bonetto, la palla finisce a Pepe che calcia al volo da posizione defilata sulla sinistra, ma il tiro viene rimpallato da Miglionico carambolando anche sull’accorrente De Zerbi. Il Livorno si scuote: all’ottavo Bonetto è autore di un buono spunto sulla sinistra: mette a sedere Gazzola serve al centro Diamanti che cerca la finezza di tacco sprecando tutto. Al 16esimo è Gazzola ad imperversare sull’out destro: il terzino dei lupi mette a sedere un paio di avversari e serve indietro al limite dell’area Dettori che spara a colpo sicuro verso la porta, trovando però l’opposizione di Loviso. Proprio quest’ultimo due minuti più tardi cerca il goal del “sabato” con un poderoso colpo dai trentacinque metri che finisce di poco alto sulla traversa.
Il Livorno prende coraggio e, spinto da un caloroso pubblico, prova a sbloccare la gara. Al 20esimo dialogano bene Rossini e Tavano, scambio al limite tra i due con tiro finale del numero dieci amaranto ancora una volta alto sulla traversa. L’Avellino non sta a guardare: al 21esimo Cosenza serve De Zerbi a centrocampo, stop e palla in profondità per l’accorrente Koman che dalla sinistra salta Rosi e calcia di prima intenzione sul primo palo dove trova l’attenta deviazione di De Lucia. Al 31esimo la più limpida occasione da rete per il Livorno: Diamanti innesca Tavano sul filo del fuorigioco, Cosenza è in ritardo ed il numero 10 amaranto ha il tempo per prendere la mira e tirare. La conclusione non è delle migliori e Gragnaniello si salva sul fendente rasoterra ribattendo la palla che arriva tra i piedi di Rossini. L’attaccante da favorevole posizione spara altissimo. Al 35esimo ancora Koman che innescato da un reattivo Venitucci si rende pericoloso sulla sinistra con un bel tiro a giro che si spegne di poco alla sinistra del numero uno amaranto. L’ultimo brivido del primo tempo è al minuto 42, quando Diamanti serve in velocità Candreva, che guadagna il fondo e serve Tavano liberissimo al centro dell’area. Tiro al volo dello ‘scugnizzo’ amaranto che di sinistro spedisce fuori di pochissimo. Nel secondo tempo il Livorno parte a spron battuto: nei primi tre minuti si contano due furibonde e pericolose mischie davanti alla porta di Gragnaniello che prima esce a valanga su Rossini e poi viene salvato da Vaskò e da Pecorari.
L’Avellino soffre il pressing degli uomini allenati da Acori e prova a spezzare sul nascere le trame degli amaranto: al 53esimo ne fa le spese Di Cecco che viene ammonito. I biancoverdi non riescono a pungere in attacco così mister Campilongo prova a dare vivacità alla prima linea inserendo al 58esimo Aubameyang per Venitucci e portando De Zerbi in un ruolo a lui più congeniale. Pronta la risposta del trainer di casa che un minuto più tardi toglie Pulzetti e inserisce Rizza. Al 60esimo l’Avellino sciupa una palla goal clamorosa: pallone profondo di Dettori al centro dell’area di rigore toscana, goffo intervento di testa di Rosi, carambola sui piedi di Koman che serve Pepe il quale, a porta praticamente vuota, spedisce a lato. L’Avellino sospinta dai suoi 150 e più fedelissimi prende coraggio e in due occasioni viene fermata in maniera dubbia dall’assistente di linea.
Al 68esimo è però il Livorno ad aver un’altra chiara occasione da rete: Diamanti supera Koman sulla sinistra e serve il liberissimo Tavano sulla cui botta sicura è prodigioso Gnagnaniello in uscita. Al 73esimo ancora Livorno vicinissimo al vantaggio: tiro dal limite di Tavano incrocio pieno, sulla respinta del legno Rossini di testa prova ad insaccare ma è prodigioso Gragnaniello coi piedi: la palla rimane sulla linea ed è bravo Vaskò ad anticipare ancora Rossini. I lupi soffrono a centrocampo, Campilongo se ne accorge e al 74esimo inserisce De Martino per un esausto Dettori. L’Avellino non punge, ma il Livorno non riesce a sfondare. Acori si gioca allora la carta Paulihno che all’80esimo rileva Candreva. Il tecnico di Fuorigrotta dal canto suo cerca di rinforzare la difesa con l’inserimento al posto di Pepe di Ghomsi che in pratica va a fare il quinto di difesa. I toscani chiudono l’Avellino nella propria trequarti ma non riescono quasi mai a rendersi pericolosi grazie all’attenta difesa irpina magistralmente guidata dall’impeccabile coppia Vaskò-Pecorari. Il tecnico degli amaranto a cinque minuti dal termine tenta il tutto per tutto inserendo l’ex Danilevicius per un opaco e abulico Rossini. L’Avellino si arrocca a difesa del suo fortino e cerca di far passare i minuti, raccogliendo preziose punizioni sulla metà campo e cercando di ripartire in contropiede. Tutto funziona alla perfezione e al 92esimo i biancoverdi hanno addirittura l’occasione di portare a casa l’intera posta in palio: De Zerbi lavora un gran pallone al limite dell’area servendo Koman che si ritrova a tu per tu con De Lucia. Incredibilmente il magiaro mette a sedere l’estremo difensore toscano e spedisce fuori a porta vuota. Al termine dei quattro minuti di recupero concessi dal signor Brighi, l’Avellino festeggia per il suo secondo pareggio consecutivo ottenuto in trasferta contro un’altra big di questo torneo. Per i lupi quest’anno tre trasferte in terra toscana e altrettanti pareggi. Bene così, ma adesso con il rientro di Sforzini occorre vincere in casa… da subito. La Triestina è avvertita.(da Livorno Nicola Iannaccone)

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