L’uomo, il politico, lo statista: l’Irpinia riscopre Sullo

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Avellino – L’Irpinia ha iniziato a pagare il suo debito di riconoscenza verso Fiorentino Sullo. Una delle più alte espressioni della politica italiana di inizio ‘900, descritto come un misto di intelligenza profonda, istintuale bizzaria, grande generosità e forti contraddizioni. Uno dei Ministri riformisti cresciuto in una piccola provincia, in un ambiente ristretto di clerico-monarchismo ma che grazie al suo grande intuito e ad una premonizione che in pochi hanno avuto è riuscito ad incidere il proprio nome nella storia della prima repubblica. Una figura al passo ed a volte in anticipo sui tempi, vissuto in un’epoca in cui si combatteva su basi ideali e su pensieri solidi che governavano l’agire politico. Il suo era il rafforzamento della democrazia. Con la conseguente evoluzione e il naturale rinnovamento delle forze politiche. Un contesto storico delicato quello in cui Sullo colloca la sua opera, contribuendo allo sviluppo del processo democratico del dopoguerra, quando il Mezzogiorno era ancorato ad un concetto di democrazia condizionata dal clientelismo neo fascista, con una incomprimibile tendenza alla personalizzazione del rapporto politico. Persisteva nel popolo un gusto paternalistico, suggestionato dalla figura del politico quasi da idolatrare. Ma abbattendo un uomo assurto a mito si sarebbe creato il suo successore. In questo contesto Fiorentino Sullo lavorò per creare una coscienza politica autonoma in un popolo non più soggiogato dall’altrui pensiero ma libero di fare critica ed autocritica.
A descrivere l’uomo, il politico e lo statista nella manifestazione di questa mattina organizzata dall’ente di Palazzo Caracciolo, il commissario della Provincia di Avellino Vincenzo Madonna – che ha delineato il corpus del volumi donati alla Biblioteca Provinciale – il sub commissario Muollo, il Ministro Gianfranco Rotondi, il vice presidente del Csm Nicola Mancino, l’on. Gerardo Bianco, il prof. Pierluigi Totaro dell’Università Federico II di Napoli e il responsabile del settore Cultura alla Provincia Raffaele Della Fera.
Folto il pubblico in sala che ha circondato la moglie di Fiorentino Sullo, Elvira De Laurentiis, e la figlia Marcella. Con loro il sindaco di Avellino Pino Galasso, il senatore Enzo De Luca, il Vescovo Francesco Marino, l’on. Cosimo Sibilia, l’ex presidente della Provincia Alberta De Simone. Ed ancora, tra gli altri, Roberto Castelluccio, Chiara Maffei, Antonio Guerriero, Sbrescia, Pellecchia, Capozza, Guarino, Vecchione, De Lorenzo, Venezia, Romei, Barra, Grassi. Insomma, nessuno è mancato all’appuntamento con la storia, con il ricordo, con l’attestato di stima. E a nove anni dalla sua morte anche l’Irpinia, finalmente, si è inchinata al leader che la Dc non capì. (di Manuela Di Pietro)

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