Pdl – La nuova ‘era politica’ analizzata da Raffaele La Sala

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Atripalda – “Mentre si attende che il governo intervenga per evitare il collasso della fragile economia provinciale, e un interpartitico del centrodestra sciolga il nodo delle candidature e delle alleanze, non sarà inutile provare a trovare il bandolo della matassa della politica irpina. Al netto di posizionamenti e riposizionamenti, fughe in avanti e precipitose inversioni di marcia tutto sembra tornare inesorabilmente ai nastri di partenza, risucchiato nelle sabbie mobili di un potere trasversale”. E’ l’analisi di Raffaele La Sala, consigliere comunale di Atripalda in forza al PdL. “Tutto ruota intorno all’eterno dilemma De Mita sì, De Mita no, De Mita forse. Il fatto è che, a destra come a sinistra, nessuno sembra in grado di suggerire percorsi chiari e tanto meno di indicare plausibili speranze. Al più ci si avventura lungo tortuosi labirinti senza reali prospettive politiche o in veri e propri vicoli ciechi. Proviamo a ripartire dall’anno zero. E quindi dal Pd: un partito contraddittorio con una classe dirigente litigiosa che sommerge in un assordante frastuono anche le poche voci improntate a saggezza e moderazione, o le prediche inutili di qualche isolato ‘grillo parlante’, come Anzalone che parla del Pd come di una ‘triste caricatura’. Nelle acque piuttosto agitate del centrino, intanto, si scatenano tempeste e uragani in un bicchiere d’acqua, si affollano relitti e scialuppe di una grande storia politica alle quali si aggrappa una variopinta corte dei miracoli, tra personaggi in cerca d’autore ed ambizioni sbagliate. In una situazione siffatta forse il centro destra (ed il Pdl) potevano (possono) rappresentare, anche nella nostra provincia, un’alternativa possibile. Che può contare su una classe politica non compromessa sperimentata in anni di difficile ma dignitosa opposizione e su energie fresche e nuovi apporti di competenze e di professionalità. Un ‘patto per l’Irpinia’, come lo ha efficacemente definito Marco Milanese deve liberare la provincia da un groviglio di interessi e di gestione del potere. Sta forse tutta qui la chiave della intricata questione. So bene che la risposta non è né facile né senza conseguenze, ma ritengo che in questo percorso accidentato forse può essere utile, ed anche opportuno, provare a disegnare il futuro, più che guardare al passato. A questa sfida, che a taluni potrà sembrare persino un azzardo, può dare un contributo determinante un Pdl finalmente consapevole del proprio ruolo, se riesce a liberarsi di vecchi complessi e di nuove paure”.

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