C,M. Alta Irpinia: Il Pd chiarisce l’astensione tramite Salzarulo

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Sulla nuova composizione della maggioranza alla Comunità Montana Alta Irpinia di Calitri , in cui la destra è egemone, essendo anche maggioranza relativa nel Consiglio Generale, interviene il dirigente del Partito Democratico, Rodolfo Salzarulo che come è noto è anche sindaco di Lioni. La nota politica del gruppo di minoranza, per bocca del Sindaco Salzarulo, prende atto “della natura politicissima dell’accordo. Non c’è stupore né scandalo nel vedere insieme, per la prima volta organicamente alleati, i Popolari per la Costituente di Centro e la Destra. E’ la politica dei nostri giorni, e con questa politica bisognerà confrontarsi. Non solo nell’Irpinia Alta. Altra riflessione concerne l’astensione del gruppo dei cinque della minoranza. Prendere atto della natura politica della maggioranza, di centro destra, e prendere le distanze dalla politica gestionale che si prefigura nella Comunità Montana, è stato tutt’uno”. Il comunicato del Pd tramite Salzarulo evidenzia che, “i cinque esponenti territoriali del centro sinistra, in assemblea hanno riscontrato che le linee programmatiche siano integralmente condivisibili: il centro destra di oggi ha ereditato, con il presidente Di Milia, anche il programma dell’Ente già maturato e condiviso dal precedente centro sinistra: questo è un primo fatto politicamente rilevante. Nel senso che il programma prevede l’esaltazione dei territori e delle loro emergenze, il piano della crescita possibile legato alle risorse proprie del territorio, la saldatura tra le esigenze delle comunità e le prospettive da costruire integrando il recupero delle attività industriali in crisi con l’agricoltura, la montagna, l’ambiente, l’energia alternativa, sposata alle nuove tecnologie per combattere lo spopolamento a cui le nostre zone stanno assistendo nell’inerzia della politica nazionale e regionale. Questo è stato rilevato e, con questo, il fatto che le nostre rappresentanze politiche a 360 gradi siano entrate in un alveo di marginalità sia rispetto alla Regione sia rispetto al governo nazionale. Un secondo fatto rilevante è dato dal nuovo assetto degli Enti Montani. Oggi i Consigli Generali non sono più di natura politico elettiva ma a struttura istituzionale: il Consiglio Generale è composto da Sindaci o da loro delegati. Questo esalta la rappresentanza effettiva dei Comuni nel Consiglio Generale e questo dovrà essere contenuto negli Statuti e nei Regolamenti, in cui gli Enti hanno la massima “autonomia statutaria, regolamentare, amministrativa […] e nei prossimi novanta giorni dovranno stabilire “le norme fondamentali per l’organizzazione” oltre che i principi per regolano il funzionamento degli organi, le modalità di collaborazione tra le comunità montane e gli altri enti operanti sul territorio e le modalità di partecipazione e di accesso dei cittadini ai procedimenti amministrativi. E’ stata questa la seconda e, decisiva ragione che ha portato all’astensione il gruppo dei cinque: si apre una fase costituente che durerà novanta giorni. Per legge. La scelta politica conseguente è di lavorare per ottenere una struttura statutaria e regolamentare condivisa, non viziata dal “disordine balcanico” in cui ci stiamo abituando a convivere. Clima costituente! Non di indulgenza nei confronti della maggioranza di centro destra e, meno che mai, logica consociativa. Ognuno vede solo ciò che gli è proprio vedere”.

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