De Iesu traccia il bilancio: “Lo Stato è presente con i fatti”

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Bilancio (e relativi auguri) di fine anno per il Questore di Avellino, Antonio De Iesu. “Nella quotidiana lotta al crimine chi deve fare il primo passo è lo Stato, non attraverso le parole ma attraverso concrete azioni sul territorio con e per la gente”. Si riassume in questa frase l’operato della Questura di Avellino al termine di un 2008 che lo stesso capo della polizia di Avellino definisce ‘soddisfacente’. Nel merito, De Iesu precisa che “…stando agli ultimi rilievi statistici, l’attività criminosa nella città di Avellino e nella provincia è sensibilmente calata, collocando la nostra area tra quelle a più alto rating in tema di sicurezza. Questo grazie anche alla serie di colpi inferti negli ultimi mesi ai clan Cava e Graziano”. “La grossa criminalità – ha detto il questore – in passato si e’ fatta sentire spesso e con fatti eclatanti nel Vallo Lauro attraverso il racket delle estorsioni ai cantieri. L’attività delle Forze dell’Ordine ha portato all’arresto di circa 100 persone tra capi, affiliati ed operatori dei due clan nell’ultimo anno. Una ‘mazzata’ che ha defenestrato uno dei fenomeni criminosi più dilaganti”.

GRANDE CRIMINALITA’ – Secondo De Iesu “…è un anno che nel Vallo Lauro non si registrano omicidi, nè ferimenti nè episodi evidenti di racket: il nostro obiettivo è mantenere alta l’attenzione sugli eredi dei clan o possibili tali. In tal senso l’impegno delle Forze dell’ordine è sempre massimo”. Lo dimostrano gli sviluppi circa la rapina perpetrata ai danni della Banca di Bari ed alla successiva cattura ed arresto dei tre malviventi implicati, un lavoro che “…ha messo in luce l’impegno e la professionalità degli agenti nelle attività investigative”.

SICUREZZA PARTECIPATA – De Iesu, in poco più di un anno dal suo insediamento a via Palatucci, ha potuto constatare chiaramente come sia migliorata la percezione di sicurezza tra le persone attraverso il contatto quotidiano degli agenti con i cittadini ed i commercianti. “In uno dei suoi ultimi discorsi anche il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha sottolineato il tema della ‘sicurezza partecipata’, uno strumento che vede il cittadino protagonista impegnato in prima linea a costruire una sicurezza. Che i cittadini sappiano che ad ogni esposto, anche il più banale, ad ogni segnalazione di abuso seguirà sempre una risposta chiara e forte della Polizia”.

PERCEZIONE DELLA SICUREZZA – “La lotta alla criminalità, nell’80% dei casi, non è percepita solo come lotta ai clan, ma vive di segnalazioni di piccoli eventi che tendenzialmente verrebbero sottovalutati. C’è un sottile ma forte legame che lega l’attenzione verso il cittadino e la fiducia nei confronti della Polizia. Di recente, ho ricevuto una lettera di un amministratore di un condominio circa un piccolo ma spiacevole episodio: ebbene, nella lettera si ringrazia la Polizia per l’attenzione dedicata alla vicenda. Personalmente ritengo sia motivo grande di orgoglio. Questo sottolinea ancora una volta come le piccole distonie quotidiane e i 48 arresti eseguiti nei confronti dei ‘Cava’ siano sullo stesso livello di attenzione”. L’attività criminosa nel 2008 sostanzialmente si è mantenuta sugli stessi standard del precedente anno: “Il concetto è semplice: il criminale opera per fare business, per ricavare illecitamente introiti. Il problema è che anche i piccoli accadimenti diventano dominanti quando non c’è una risposta forte dello Stato. La percezione della sicurezza è legata alla sensazione di paura: quando c’è la presenza di uno Stato forte, i cittadini non hanno paura. Ad Avellino, lo Stato risponde sempre in maniera tonica e decisa”.

FASCE DEBOLI – Tra i fenomeni a più alto indice di diffusione, le truffe agli anziani. “Le persone non più in giovane età, in particolari gli anziani che vivono da soli, sono soggetti fortemente a rischio. I malviventi agiscono in questo caso sulla psiche della persona, rabbonendola e portando a compimento in maniera semplice il proprio proposito delinquenziale. Nel corso degli ultimi mesi stiamo promuovendo una serie di incontri nelle varie parrocchie di quartiere con i residenti anziani della città per tenere alta l’attenzione sulle minacce di questo tipo. La presenza dei figli e dei parenti, in questo senso, è di vitale importanza”. Anche nelle scuole è attiva da tempo una campagna di sensibilizzazione dei giovani volta a contrastare il consumo di alcool e di droghe tra i minori: “Per fortuna non c’è una grande regia dietro gli episodi malavitosi legati allo spaccio di droga nei nostri territori”.

STRANIERI E CLANDESTINI – Sul tema, il questore De Iesu sottolinea come sia in atto una stretta ed efficace collaborazione con gli agenti della polizia municipale di Avellino nella lotta al contrasto del fenomeno dell’immigrazione clandestina e dei reati collegati ad essa. Più in generale, l’allarme predominante riguarda l’area di Grottaminarda dove nel corso degli ultimi anni, centinaia di clandestini curdi di origine irachena sono stati sorpresi a vagare disorientati lungo l’A16: “Da diverso tempo stiamo portando avanti le indagini circa la pista che collega l’area dell’alta Irpinia al fenomeno dell’immigrazione clandestina. Le organizzazioni criminali hanno stabilito in quella parte di territorio un punto di connessione all’interno del loro circuito”.

ORDINE PUBBLICO – Ingenti sono state le risorse impiegate dalla Questura in relazione ai disordini avvenuti lo scorso aprile e maggio a Savignano Irpino ed Ariano Irpino. “Abbiamo attraversato una fase critica ma nel breve volgere di giorni e con l’aiuto delle persone la situazione è ritornata alla normalità. Se solo certa gente avesse ponderato meglio e prima taluni atteggiamenti… Oggi la discarica per il comune di Savignano Irpino rappresenta una occasione unica in termini di posti di lavoro e ricchezza”.

Questa, in sintesi, la fotografia del 2008 scattata dal Questore di Avellino, Antonio De Iesu: “I cittadini devono capire che siamo vicini alle persone con le azioni, non con le parole. La grande criminalità così come i piccoli episodi, si vince soltanto con la coscienza di partecipare ad un più grande progetto che rispecchi i principi della ‘sicurezza partecipata’. Sarà nostro compito ridurre quella naturale distanza che c’è tra gli agenti della Polizia e i cittadini”.

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