Partito Democratico tra duelli, trame e imboscate

0
131

(di Luca Guarracino) – Cosa succede nel Pd provinciale ed in particolare nell’Ufficio politico?
Sono gli interrogativi che emergono a distanza di 24 ore dopo il tentativo, per ora non riuscito, di ‘ridimensionare’ l’attuale segretario del partito Franco Vittoria, nel mirino di alcuni dirigenti che premono per le nuove strategie ed alleanze in vista delle amministrative del 2009. Come anticipato da Irpinianews all’indomani del documento da noi definito ‘da caminetto’ sul “rispetto delle sensibilità interne, e la coessenzialità nella gestione del partito” con il ritorno a casa dei ‘dissidenti’ bassoliniani, l’atmosfera che si respira è tutta incentrata sul braccio di ferro sulle possibili candidature e sulle leve di comando all’interno del partito di via Tagliamento.
Le festività natalizie ormai in atto se da un lato serviranno probabilmente a raffreddare i bollenti propositi di qualcuno intento a tessere la tela del radicamento di parte sul territorio irpino, dall’altro, nel periodo dello ‘scambio’ degli auguri, potranno alimentare i desideri, mai sopiti per la verità, di chi ambisce ad essere candidato senza il giudizio della base. Il vizio antico di chi ‘deve essere proposto a tutti i costi’ appartiene anche al Pd che nonostante i tentativi di rifarsi il lifting stenta a decollare sul piano del rinnovamento e purtroppo, come accade in altre realtà locali, scivola facilmente sulla buccia di banana della questione morale.
Le notizie che arrivano da via Tagliamento affermano di richieste di ‘accordi’ che riguardano un avvicendamento alla segreteria organizzativa del partito e le insistenti pressioni per un nome alternativo ad Alberta De Simone fino ad oggi riconosciuta da molti per continuare la sua avventura a Palazzo Caracciolo… ma di fatto destabilizzata nelle riunioni segrete e dai ‘vertici’ del caminetto. Non vorremmo stare nei panni di Franco Vittoria intento a districarsi tra le richieste di rinnovamento alimentate dalla base, le ‘incoronazioni’ dei seguaci dell’oligarchia, e le ‘gelosie’ dei tanti che in nome della legalità spesso inciampano sulle piccole cose.
La storia dell’ultimo mese del Pd di via Tagliamento assomiglia sempre di più al romanzo di appendice di Alexandre Dumas con l’intraprendente D’Artagnan e i tre moschettieri Athos, Porthos e Aramis che per faciltà di individuazione identifichiamo in Enzo Venezia, Carmine De Blasio e Lello De Stefano. Ci scuseranno i tre protagonisti della vita politica provinciale per l’accostamento che non vuole essere assolutamente offensivo, ma le cronache delle ultime ore ci riportano al trio menzionato come i tre ‘spadaccini’ facili a combattere duelli a difesa del Re e in qualche caso anche della Regina. E’ ancora ufficialmente ignoto ai cronisti della politica irpina l’identikit del guascone D’Artagnan e del cardinale Richelieu che trama nell’ombra e organizza balli di corte.
Iniziano a delinearsi alcuni tratti e le voci si rincorrono. Intanto il gioco a scacchi per posizionare un’altra Regina alla candidatura del massimo vertice della Provincia è il leit motiv che alimenta tutte le gelosie e i fuochi incrociati su Franco Vittoria che ha già dichiarato: “Se perderò o vincerete voi, vi sceglierete un altro segretario che farà altre cose, quelle che a voi pare stiano a cuore e che io assolutamente non intendo fare”.
Sono in molti per ora ad accorrere in difesa del giovane coordinatore per evitare ulteriori lacerazioni nel partito e probabilmente anche l’addio di simpatizzanti e iscritti al Pd. Forse è il caso per il partito di Veltroni in provincia di Avellino, in alternativa alle tante iniziative intraprese sui temi della modernità, del lessico democratico e sulle tematiche ambientali, ripensare alla politica come servizio alla gente con meno medaglie, lustrini e gratificazioni ben retribuite. Anche perché in tempi di spadaccini vale il detto: ‘chi di spada ferisce di spada perisce’.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here