Iacp, l’anno di Romano: “Abbiamo dato voce ai bisogni della gente”

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Avellino – Il 2008 è stato un anno d’oro per l’Iacp nonostante qualche piccolo e prevedibile incidente di percorso. La crisi che si sta abbattendo anche sulla provincia di Avellino è solo il riflesso dell’emergenza che affligge sempre più irpini: quella della casa. Aumenta l’indice di povertà, il livello di disoccupazione sfiora le 93mila unità, la cassa integrazione mette sul lastrico sempre più famiglie. È una fotografia dell’Irpinia non proprio rassicurante se si considera che la situazione è aggravata da quanti sono alla ricerca di un alloggio per poter vivere dignitosamente. A questa ‘fame’ di casa, l’Iacp è riuscito a rispondere con 7500 appartamenti sparsi su tutto il territorio provinciale. Inoltre, con i 12 milioni di euro in arrivo dalla Regione Campania si passerà alla manutenzione ordinaria e straordinaria di quegli alloggi che necessitano interventi. Così la ripartizione dei fondi: 9mila e 300 euro andranno distribuiti per interventi straordinari, un milione e 600mila per recuperare 35 alloggi da assegnare, 800mila per il completamento di altri plessi, 300mila euro saranno destinati per l’adeguamento degli impianti di riscaldamento. In più entro marzo 2009 saranno appaltati altri progetti relativi a nuovi alloggi che si aggiungeranno ai 20 di Paternopoli, ai 22 di Chiusano, agli 8 di Melito, ai 18 di Castelfranci ed i 29 di Carife. Un anno di intenso lavoro per il presidente Giovanni Romano costellato anche da qualche piccolo intoppo. “Il 2008 è stato un anno carico di lavoro per il nostro ente – ha affermato il numero uno di via Due Principati – e tutto sommato non posso lamentarmi per come stia terminando. Abbiamo 17 cantieri in corso per completare altri 75 appartamenti da consegnare in primavera insieme a 6 alloggi a Taurasi e Monteverde”. L’impegno di Romano e di tutto lo staff tecnico dell’Iacp si è poi tradotto in azioni concrete per abbattere le barriere architettoniche. Sono state installate, infatti, 9 piattaforme elevatrici, 10 servoscala con pedana, 3 ascensori per diversamente abili nei Comuni di Avellino, Baiano, Sturno e Solofra che hanno coinvolto ben 22 famiglie. Molti progetti realizzati ed altri ancora da mettere in cantiere e un solo ‘neo’: la dipendenza alla Regione Campania. “Mancano i fondi – ha tuonato Romano – e da Palazzo Santa Lucia arrivano scarsi riscontri economici per far fronte alle oltre 3mila richieste che abbiamo ancora da soddisfare in città e nell’hinterland. Con la crisi finanziaria la fetta di utenti che si rivolgono all’Istituto si è ampliata a dismisura. Adesso anche famiglie monoreddito e giovani coppie rientrano nel bacino della nostra utenza. Questo perché è mutato l’assetto della legge 18/97. L’Iacp si fa interlocutore dei bisogni della gente. La nostra è una missione nobile bloccata non dall’assenza di iniziativa, ma dalla penuria di finanziamenti”. Rispetto alle altre regioni d’Italia, l’Istituto in Campania non gode di autonomia economica nonostante il disavanzo considerevole di Bilancio. La Regione, infatti, gestisce i fitti degli assegnatari non riconoscendo all’ente nessuna identità giuridica. “E’ un paradosso. Non siamo un’azienda eppure svolgiamo un lavoro di massimo rispetto. Siamo un tentacolo di Palazzo Santa Lucia, insomma un ente strumentale”. E le accuse di Romano rincarano quando si tocca il tasto ‘richiesta al Governo centrale di autonomia’: “La riforma per esser attuata necessita dell’azzeramento del debito ed i 550 milioni di euro del Cipe destinati a tale pratica sono stati utilizzati per risanare il buco della Sanità…”. (mar.ma)

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