De Luca in Senato per la risoluzione dell’emergenza rifiuti

0
118

Roma – Domani, lunedì 22 dicembre, nella discussione in Aula per la conversione in legge del decreto legge (n. 172 – 6/11/08) relativo alle misure straordinarie per l’emergenza in Campania e la tutela ambientale, il senatore del Partito democratico Enzo De Luca illustrerà i numerosi emendamenti che ha promosso insieme al senatore Felice Casson e quelli elaborati nella Commissione Ambiente del Senato, della quale è segretario.
Nel suo intervento, a nome del Pd, De Luca si soffermerà anche sui tre ordini del giorno che, sempre sul piano della crisi dei rifiuti, il gruppo a Palazzo Madama intende presentare al Governo. Principio ispiratore dell’azione del senatore irpino e del Pd è coniugare la necessità di tutelare legalità e diritti con l’urgenza e il rigore dei controlli e la certezza della pena per i trasgressori. Per questo, De Luca si è soffermato prima di tutto sull’articolo 6 del dl, relativo alle sanzioni, per chiedere che, a differenza di quanto ha fatto il Governo, limitando il raggio d’azione solo alla Campania, le sanzioni previste nel dl siano estese, dunque applicabili, su tutto il territorio nazionale. “Ritengo che quanto stabilito dal Governo – sottolinea De Luca – sia incostituzionale, le leggi devono valere per tutto il Paese. E’ una battaglia di civiltà, anche giuridica. Non si può pensare di risolvere l’emergenza rifiuti affrontandola per compartimenti stagno, riferendosi a singoli territori. E’ una questione nazionale che interessa anche altre regioni, non solo la Campania”.
In riferimento all’art. 6 del dl, il senatore irpino chiederà, con emendamenti specifici sempre promossi con Casson, che: le pene previste dal dl non vengano mitigate o attenuate da norme successive eventualmente più favorevoli al colpevole; per alcuni reati inerenti il traffico di rifiuti pericolosi vengano inasprite le pene e previste riduzione delle sanzioni nei casi in cui i responsabili risarciscano il danno e ripristinino, ove possibile, lo stato dei luoghi; vengano introdotti, nel codice penale, nuovi tipi di reato, e relative sanzioni, riguardanti la frode e la violazione delle disposizioni in materia ambientale; si preveda l’ipotesi di associazione a delinquere per il crimine ambientale, con pena di reclusione non inferiore ai 15 anni. Numerosi anche gli emendamenti elaborati con i colleghi della Commissione Ambiente. In particolare, De Luca chiederà che si preveda: un termine maggiore, dai 7 giorni del dl a 90, per consentire ai Comuni della provincia di Caserta di affidare il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani; l’ipotesi di affidare al direttore generale dell’Arpac la possibilità di designare, tra il personale dell’Agenzia, gli addetti ad operare con qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria; misure specifiche per quanto riguarda il Commissariamento degli Enti, rimozione e sospensione di amministratori locali.
“Al di là degli interventi da realizzare in emergenza – aggiunge De Luca – l’obiettivo principale resta il ritorno ai poteri ordinari. Troppe le proroghe intervenute, troppi gli spostamenti in avanti di un giorno che tarda ad arrivare e che non arriverà se non si interviene, con la determinazione di farlo e in modo complessivo, sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti che necessita di regole certe e modalità di attuazione precise”. Di qui la proposta, confluita nell’ordine del giorno presentato dal senatore irpino e approvato all’unanimità dal Senato il 9 luglio scorso, per l’utilizzo delle cave dismesse o abbandonate presenti in Campania per conferirvi il materiale di risulta dei rifiuti trattati, come siti provvisori ed eventualmente definitivi e per risanare e ripristinare lo stato dei luoghi dal punto di vista ambientale. “Attuando l’odg si scongiurerebbe il rischio di disseminare il territorio di discariche, ma forse il Governo è di altro avviso”, fa notare il senatore irpino, che rilancia la proposta che la questione dei rifiuti, proprio perché riguarda tutto il Paese, sia legittimata con una legge quadro, con criteri omogenei su tutto il territorio nazionale. Il modello è la legge Galli, con la quale è stato avviato in Italia un profondo processo di riorganizzazione e modernizzazione del settore idrico, reso scarsamente efficiente dall’estrema frammentazione degli operatori, che impediva la realizzazione di una gestione efficiente di tipo industriale, con una disomogeneità degli standard qualitativi del servizio. “Possiamo compiere tutti gli sforzi, sia nel settore pubblico che in quello privato – conclude De Luca – ma se manca il collegamento normativo, di una legge che definisca procedure e standard omogenei da nord a sud, difficilmente riusciremo ad assicurare al ciclo dei rifiuti una gestione efficiente ed efficace, con l’obiettivo di promuovere legalità, innovazione e sviluppo e nel Paese”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here