Sequestro di persona e violenza sessuale: 5 anni per un pregiudicato

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Calabritto – Costante l’attenzione rivolta dai Carabinieri della Compagnia di Montella alla prevenzione dei reati in genere, nell’ambito dei servizi predisposti dal Comando Provinciale di Avellino. In questo contesto i Carabinieri della Stazione di Calabritto hanno rintracciato e tratto in arresto – su ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Napoli – un pluripregiudicato del luogo resosi responsabile di molteplici reati. Al pluripregiudicato, C.D., sono stati contestati, infatti, i reati di sequestro di persona con violenza sessuale, violenza privata, calunnia aggravata ed appropriazione indebita, tutti con l’aggravante della continuazione degli stessi. L’intera attività effettuata è stata basata su una attività info-operativa che ha permesso di accertare e verificare fatti che risalgono addirittura al periodo che va dalla fine del 1999 all’inizio del 2000.
IL FATTO: C.D., classe 1965, nel 1999 conobbe un’avvenente e giovane donna ucraina appena giunta in Italia in cerca di fortuna e lavoro. Approfittando della sua buona fede e sfruttando la sua condizione di disagio instaurò un finto rapporto di amicizia fino a costringerla ad avere ripetuti rapporti sessuali. La donna aveva trovato in lui un punto di riferimento, ma lo stesso senza porsi alcun scrupolo, iniziò a ricattarla costringendola ad avere ripetuti rapporti e a non denunciare le violenze, con la minaccia di segnalarla alle autorità preposte in quanto sprovvista di permesso di soggiorno. Il provvedimento è scaturito a seguito degli elementi emersi dalle ulteriori indagini dei Carabinieri nonchè da altri gravi e numerosi reati commessi in passato (resistenza ed oltraggio a P.U., falso in atto pubblico, lesioni personali e gioco d’azzardo). A conclusione delle vicende processuali la Procura Generale della Repubblica di Napoli lo ha condannato a 5 anni di carcere. I Carabinieri della Compagnia di Montella, hanno prelevato il pregiudicato nella sua abitazione e lo hanno tradotto presso il carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, dove ora si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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