Avellino – Neanche 12 ore sono passate dal capitombolo interno con il Maccabi Tel Aviv, che di fatto ha sancito l’uscita dei lupi dall’Eurolega, che è già tempo di pensare alla prossima trasferta di campionato, a Bologna contro la Fortitudo. Una partita delicatissima dove una sconfitta rischierebbe di pregiudicare già da ora il cammino della Scandone in campionato, specialmente per quel che riguarda l’accesso alle finali di Coppa Italia. Quello della Fortitudo non è mai stato un campo facile anche se ora la squadra cara al patron Gilberto Sacrati non vive un momento felice, complice anche la pesantissima umiliazione subita per mano della Virtus schiacciasassi di Matteo Boniciolli. Per smuovere le acque in casa ‘Effe’ il Gm Zoran Savic non è andato per il sottile, esonerando Sakota e aggiungendo due uomini come Fucka e Papadopulos nel reparto lunghi. Ora sulla panchina bolognese siede Cesare Pancotto, allenatore d’esecuzione molto attento e disciplinato che sicuramente avrà già dato una sferzata, almeno emotiva, in un ambiente deluso e amareggiato. “Abbiamo deciso di cambiare l’allenatore per dare una scossa alla squadra e lanciare il segnale che la nostra stagione non è affatto finita né compromessa – ha dichiarato Savic – Dobbiamo assolutamente migliorare le cose, per questo motivo abbiamo scelto Cesare Pancotto, un allenatore esperto che conosce perfettamente il nostro Campionato, ritenendolo la persona adatta a rilanciare la Fortitudo. Ci siamo incontrati ieri, parlando della squadra e dei nostri obiettivi e trovandoci d’accordo su tutto. Sono convinto che sia la persona giusta per rilanciare il nostro progetto”. Oltre che di natura tecnica, il discorso fatto da Savic riguarda più che altro l’aspetto mentale e motivazionale. Non abbiamo cambiato l’allenatore solo per aver perso il derby – ha continuato – l’idea di base era quella di voler migliorare l’atteggiamento e l’ambiente. Sicuramente non sono contento di come la squadra sta giocando, e come è vero che sono sempre ottimista, sono anche il primo ad arrabbiarmi dopo una sconfitta. E mi ha fatto arrabbiare maggiormente la sconfitta a Biella che non quella nel derby, contro una Virtus sicuramente molto forte, anche se quel passivo significa non tanto che loro hanno giocato bene quanto che noi abbiamo giocato malissimo. Ora, ripartiamo da Cesare proprio per migliorare, con ambizioni e positività. Non mi interessa vedere facce tristi tra i giocatori – ha concluso – lasciamole a chi lavora in miniera: giochiamo nel palazzo più bello d’Europa, con attorno la miglior tifoseria d’Europa che ci assicura sempre il massimo aiuto nei momenti belli e in quelli più difficili, addirittura oggi facciamo più pubblico di quando vincemmo lo scudetto nel 2005. Qui tutti devono essere contenti, non c’è alcun motivo per non esserlo: pensiamo a migliorare il nostro gioco puntando sulle potenzialità che abbiamo, non a prendere un Michael Jordan che in giro non c’è. Dobbiamo migliorare l’atteggiamento, partendo soprattutto dalla difesa”.
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