La lunga attesa, Kutuzov:”Porterò sempre quella vittoria nel cuore”

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Una attesa lunga e logorante per quella che è tra le sfide più aspettate dalla popolazione irpina. Poco meno di 48 ore all’inizio di quella che ‘almeno’ in questa stagione è la ‘madre di tutte le partite’. Lupo e ippocampo divisi da un sottilissimo filo, da soli tre punti in graduatoria. Due squadre che nel testa a testa del Partenio cercheranno di ottenere l’intero bottino, non solo per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica, ma per recuperare morale. Un incontro dal valore, doppio, triplo, che perderà il solito fascino per l’assenza del pubblico avverso. Avellino e l’Avellino vogliono regalarsi l’ennesima gioia degli ultimi anni. Kutuzov, uno dei tanti ‘giustizieri’ dei granata ai piedi di Montevergine, ricorda l’impresa al fotofinish.

IL SOGNO DIVENUTO REALTÀ – Due minuti per cambiare le sorti di un incontro ed entrare nella storia, regalando così al popolo irpino la gioia più bella nel derby. In quell’Avellino-Salernitana, che ora tutti aspettano ancora una volta con ansia. Questo è quanto accaduto a Vitaly Kutuzov, attaccante bielorusso attualmente al Parma, e che nella stagione 2003-2004 regalò la vittoria nel 16esimo incontro tra biancoverdi e granata disputato tra le mura amiche. 2 a 1 per la squadra di Zeman in una delle rare gioie di una stagione in cui i lupi hanno giocato un buon calcio, combattendo a testa alta contro tutti, ma non evitando la retrocessione.
Tra le tante gare disputate tra le fazioni opposte, è stata forse la vittoria più adrenalinica, perché arrivata in rimonta, perché giunta quando forse in pochi ci credevano. Nei minuti finali il bomber dell’Est riacciuffò il risultato dopo il goal di Bogdani e poi ribaltò l’esito della gara su lancio di Nocerino e con la complicità di Perna: “Porterò sempre quella vittoria nel cuore-afferma- è un ricordo indelebile per me. Non capita tutti i giorni segnare due goal nel finale di gara, con la tensione che cresce e le energie che mancano. E poi farlo alla Salernitana in una sfida sentita, in una gara che tutti aspettavano con ansia, è qualcosa di indimenticabile. È stata di sicuro tra le cose più belle della mia carriera da quando sono in Italia”.

AVELLINO E SALERNITANA AL BINOCOLO- Hai avuto modo di affrontare entrambe le formazioni recentemente, che impressione ti hanno fatto?
“Sono due squadre che possono riuscire a raggiungere la salvezza tranquillamente. L’Avellino sabato mi è piaciuto, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto difensivo. Una squadra che ha grande fisicità, che ci ha lasciato pochi spazi. Abbiamo avuto qualche difficoltà. Sotto il piano offensivo, invece credo che in questo momento in cui riescono a fare pochi goal, i calci da fermo e le ripartenze sono la loro vera arma. In questo sono molto bravi. E se presto arriveranno le reti delle punte le cose non possono altro che migliorare. Campilongo fa forza sul gruppo, mentre i granata si affidano molto ai loro solisti”.
CONSERVARE LA B, FINALMENTE POSSIBILE – Quindi i lupi riusciranno a salvarsi?
“Certo, hanno tutte le carte in regola per farlo. Nel torneo di serie B nulla è deciso, nulla è scontato. Capita spesso che chi viene definito più debole, può battere il favorito. La mia ex squadra, l’ha già fatto per questo sono molto fiducioso”.
AMARCORD – Derby e retrocessione a parte, quale altro ricordo conservi di quella tua annata all’ombra del Partenio?
“La gente i tifosi, l’affetto conosciuto fin dai primi giorni di ritiro. Avellino merita palcoscenici importanti, soddisfazioni, perché c’è tanta passione attorno a questi colori. Mi spiace tanto non essere riuscito ad evitare il ritorno in C, grazie alle mie 15 reti. Ne avrei volute fare anche altre, per me quello è stato un campionato stupendo. Ero molto più giovane, meno maturo sotto l’aspetto tecnico e tattico. Potevamo riuscire nell’impresa, segnammo tanti goal, peccato per i punti persi per strada. Mi spiace per come sia andata. Quell’anno non lo cancellerò mai. È stata una esperienza che mi ha dato veramente tanto”. L’Avellino vincerà ancora il derby…
“Sicuro…” .

E chissà che nel giorno di Santa Lucia, la truppa di Campilongo non riesca regalare un sorriso ad un popolo in cui si sta riaccendendo l’affievolita passione. Di una città ed una Provincia che stanno tornando a credere nel raggiungimento di un traguardo che manca da tanto, troppo tempo. L’irpinia ci crede, adesso tocca alla squadra capire il valore della battaglia.(di Sabino Giannattasio)

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