Avellino – Caso Isochimica: l’Asi fa valere i propri diritti

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Avellino – Il caso Isochimica al vaglio della conferenza stampa che questa mattina il presidente dell’Asi Pietro Foglia ha tenuto presso la sede del Consorzio per fare chiarezza intorno a una vicenda che terrà banco ancora per lungo tempo.
Una storia infinita, l’ha definita Foglia, cominciata nel 2004 quando l’Eurokomet chiese e ottenne dal curatore fallimentare, avv. Leonida Gabrieli, la possibilità di acquisire in locazione il complesso edilizio per il tempo necessario alla bonifica dell’area.
Il prezzo della locazione venne stabilito in 2.400 euro. I lavori di bonifica sarebbero dovuti avvenire entro e non oltre la data di approvazione del progetto di bonifica da parte della P.A. Nell’eventualità di ritardo nel rilascio e nella consegna, fu stabilita una penale di 50 mila euro.
Nel 2005 l’Asi avviò la procedura di acquisizione, ai sensi dell’art 63 della legge n. 448 del 23 dicembre 1998, delle aree e dello stabilimento della società Isochimica Spa, ormai fallita nel 1988. “Il 18 ottobre 2005 – ha dichiarato Foglia – abbiamo avviato il procedimento previsto dalla legge che consente ai Consorzi Asi di riacquistare gli stabilimenti dismessi. Ai sensi di questo provvedimento ci siamo attivati e abbiamo chiesto al Tribunale un perito per stabilire il costo dello stabilimento. Una volta ricevuta tutta la documentazione necessaria, il 30 ottobre l’Asi notificò la delibera al giudice e al curatore fallimentare. Quindi dal 2005 c’è un procedimento in corso da parte di un Ente pubblico e qualcuno, le autorità Comunali, avrebbero dovuto aspettare prima di dare il via ai lavori di bonifica. Preciso inoltre che il Puc approvato nel 2006 dal Consiglio Comunale di Avellino è ancora vigente e stabilisce che il regolamento dell’Asi avendo valenza sovracomunale importa che le previsioni urbanistiche debbono essere recepite dai Comuni e non l’inverso. Con gli atti ci scherziamo o gli vogliamo dare la propria validità – chiede il presidente -?”.
Nel mirino del presidente non c’è solo la ditta appaltatrice ai lavori di bonifica, ma anche il Comune di Avellino che ha indetto una serie di conferenze di servizio senza far pervenire al Consorzio alcun tipo di documentazione nei tempi previsti. “Nel mese di giugno 2008 – spiega il presidente Asi – vengo a conoscenza che sono state avviate le procedure di bonifica nell’area Asi. Preoccupato della notizia, in quanto i lavori ricadevano in area Asi chiedo notizia al Comune, che convoca una conferenza di Servizio l’11 agosto, incontro poi riconvocato il 21 ottobre, giorno in cui l’Asi non può esprimere giudizi in quanto priva di alcun atto”. Quel giorno per l’Asi è presente il geom. Fierro assistito dall’avv. Mele che fa presente che il Consorzio ha avviato una procedura di riacquisizione dell’area già dal 2006 e che ad oggi è in procinto di deliberare l’atto formale di riacquisizione dell’area, inoltre l’Ente ha presentato una richiesta alla Regione di finanziamento per la bonifica del sito. In quella sede l’architetto Iannaccone, dirigente del settore ambiente del Comune di Avellino, sottolineò l’urgenza e la necessità della bonifica a causa del contenzioso con l’unione Europea e la comunicazione da parte del Comune al Ministero dell’Ambiente dell’imminente avvio dei lavori di bonifica. Il 18 novembre, a seguito di altre due conferenze di Servizo, l’Asi apprende che il progetto di bonifica dell’Eurokomet è stato approvato. “Non possiamo accertare se chi chiede di eseguire i lavori ne è titolare – ha dichiarato Foglia -, ma esistono delle leggi. Devo immaginare che sono solo atti per arrivare a consumare da parte di chi ha interessi in questo business? Nella conferenza del 18 novembre l’Asl ha specificato che l’intero lotto Isochimica va bonificato, con quali autorizzazioni vanno avanti i lavori? Mi sarei aspettato che il Comune fermasse i giochi e cercasse di capire quello che stava accadendo e invece bisogna far ricorso al Tar, ma nel momento in cui si esprimerà cosa posso fare, chiedere i danni?”.
La battaglia impugnata dall’Asi ha un unico obiettivo, che viene illustrato nella relazione “Progetto per il recupero dei siti industriali inquinati”, inviata al Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico il 25 settembre 2008. L’Ente presieduto da Pietro Foglia vuole acquisire gli stabilimenti esistenti nei siti inquinati, Cdr, ex Isochimica, eliminare i residui di amianto e le ecoballe attraverso la bonifica dei suoli e costruzioni e riutilizzare gli stessi per l’insediamento di nuove imprese industriali, valorizzando così tutto il tessuto industriale ad esso adiacente con la realizzazione di infrastrutture adeguate. (di Rosa Iandiorio)

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