Differenziata: incentivi economici a chi ‘rende’ imballaggi e vetro

0
178

Il caro-rifiuti colpisce tutti. Nel 2008 è aumentato in media del 3,1 per cento, con una spesa di circa 2,5 euro a metro quadrato. A fronte di miriadi di stangate sul pattume, in Campania, una delle regioni dove la raccolta differenziata è stata quasi un flop, arriva la rivoluzione del servizio. A partire da oggi torna il “vuoto a rendere”: ovvero chi porta un rifiuto “interessante” (dalla carta al cartone, al vetro all’acciaio) può guadagnarci qualcosa e così ridurre il peso del pagamento. E’ uno degli obiettivi del piano industriale della Astir, la nuova azienda ambientale della Regione Campania nata dalle ceneri di un’altra chiacchierata partecipata. Obiettivo sarà produrre meno immondizia e uniformare i criteri della differenziata. Presidente del cda Leonardo Santoro, di origine avellinese, già dirigente Italsider e Montedison. Al suo fianco Fortunato Gallico, creatore della differenziata porta a porta a Milano. Sulla gazzetta ufficiale del 21 novembre è stata pubblicata l’ordinanza che fissa incentivi per il conferimento di imballaggi usati e di rifiuti da imballaggi. L’ordinanza 3715 consente ai campani, alle associazioni del volontariato riconosciute dalla Protezione civile e alle comunità religiose di effettuare da oggi il conferimento differenziato di alluminio, acciaio, plastica, carta e vetro, non superando i 100 chili al giorno pro-capite, presso le 33 piattaforme convenzionate con Conai e consorzi di filiera. L’ordinanza, frutto del lavoro di Berlusconi e Bertolaso per superare l’emergenza, prevede anche che i Comuni campani entro il 21 dicembre individueranno apposite aree da attrezzare per il conferimento degli imballaggi, anche in deroga ai vigenti strumenti urbanistici. Chi porterà rifiuti alle piattaforme (il cui elenco è sul sito del sottosegretario Bertolaso) potrà avere un indennizzo simbolico. Le cifre possono diventare anche interessanti: si va dai 28,80 euro al quintale per l’alluminio (tutte le caffettiere in Italia sono di alluminio riciclato) ai 18,93 euro al quintale per la plastica, dai 5,63 euro per un quintale di acciaio (il 40 per cento dell’acciaio italiano viene dal riciclo) a 1,84 euro per ogni cento chili di carta (il 90 per cento dei quotidiani è su carta ricliacata). Un po’ più cara è la “resa” del vetro: 2,17 euro. Cifre che possono anche scatenare una vera e propria caccia all’imballaggio ed invogliare tutti a differenziare.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here