Iacp – Caldaia sicura: Romano chiede una proroga alla Provincia

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Un incontro per ‘rateizzare’ i tempi di adeguamento delle caldaie degli alloggi popolari. È stato questo il tema dell’incontro tra il presidente dell’Iacp, Giovanni Romano, il direttore generale Antonio Guastaferro ed il commissario di Palazzo Caracciolo Vincenzo Madonna. La legge 46/90 prevede l’adeguamento degli impianti entro il 31 dicembre 2008, ma per molte famiglie è quasi impossibile fare quadrato e mettersi in norma. Una questione di lana caprina che però il presidente Romano non sottovaluta: “L’Istituto ha giurisdizione su 7500 alloggi popolari. Il 50 per cento di questi fabbricati sono stati realizzati tra gli anni ’50 e l’80 e quindi gli impianti di alimentazione termica non godono di ottimo stato. Purtroppo l’Iacp non possono provvedere alla sostituzione di tutte le caldaie perché non si dispone di ingenti risorse finanziare per poter adempiere alla legge 46/90. La manutenzione ordinaria compete agli utenti, ma si tratta di nuclei familiari che a stento riescono ad arrivare alla terza settimana e che riversano in condizioni economiche non rosee. Per questo motivo, lungi dal voler infrangere la legge, abbiamo richiesto al commissario Madonna una proroga sui controlli, non sulla spesa che ogni cittadino dovrà sostenere”.
Una dilatazione tempistica proposta anche per far fronte alle tante spese natalizie e che “…contribuirebbe a far respirare tutti gli utenti che hanno necessità di tempo per normalizzare gli impianti”. Un incontro senza dubbio positivo che, dopo la prima battuta di oggi, continuerà con la proposta ai dirigenti dell’Arpac, l’agenzia scelta dalla Provincia per effettuare i controlli. “Le sanzioni ratificate dall’Arpac – continua Romano – rappresenterebbero un enorme macigno per i tanti residenti ed andrebbero a sommarsi alle spese termoidrauliche. In questa ottica bisogna anche tener conto del livello culturale degli utenti. Non si tratta di professionisti e per questo ci occorre tempo per sensibilizzarli ed abituarli alle leggi. In definitiva chiediamo una diluizione dei tempi di messa in sicurezza sperando anche nella cortesia dello staff tecnico dell’Arpac in concomitanza con il Natale”. (mar.ma)

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