In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, 25 novembre, sarà distribuito, in maniera gratuita, presso i Centri per l’impiego della provincia di Avellino e l’Ufficio della Consigliera di parità, l’opuscolo realizzato dalla consigliera Domenica Marianna Lomazzo “Discriminazione e violenza alle donne – Come difendersi”. La pubblicazione è finalizzata ad aiutare le donne a riconoscere la violenza subita e contiene consigli utili per uscire dalla spirale delle varie forme di vessazioni subite dalle donne sia tra le mura domestiche che sui luoghi di lavoro. La violenza subita dalle donne, sia fisica, sessuale o psicologica è un dramma quotidiano ed una delle forme estreme di disuguaglianza, perché calpesta i diritti umani e divora il cuore di ogni società, in ogni paese del mondo. In base all’indagine Istat è stato rilevato che sono 6.743.000 le donne vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Cinque milioni di donne, ricorda Telefono Rosa, hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%). Due milioni 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori (stalking), dai partner al momento della separazione o dopo che si erano lasciate, il 18,8% del totale. E ancora, 7 milioni 134 mila donne hanno subito o subiscono violenza psicologica: le forme più diffuse sono l’isolamento o il tentativo di isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%) e la svalorizzazione (23,8%), seguono le intimidazioni nel 7,8% dei casi. La violenza contro donne e ragazze è un’epidemia mondiale, silenziosa e di dimensioni allarmanti, e lo testimonia il fatto che le vittime nel mondo sono 1,7 miliardi circa tra i 15 e i 49 anni. Consistente rimane la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner). In Italia, esistono una serie di leggi,illustrate in maniera sintetica e semplificata nell’opuscolo in distribuzione, che tutelano la donna che subisce violenza familiare (L. 154/2001), violenza sessuale (L. 66/1996) e molestie nei luoghi di lavoro (D. Lgs. 198/06)che debbono sicuramente essere migliorate e soprattutto bisogna farle conoscere in maniera più capillare, per cui risulta necessario procedere all’approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge, rubricata con il nome di “Atti Persecutori”, al fine di contrastare in maniera efficace lo stalking, termine inglese che indica una serie di atteggiamenti che un individuo mette in atto nei confronti di un’altra persona, perseguitandola e suscitando ansia e timore. Risulta necessario, ancor di più, che lo Stato si faccia carico, anche sottoforma di supporto economico, delle donne che denunciano la violenza e che sono senza lavoro. Per combattere la violenza sessuale e domestica, però, bisogna sicuramente cambiare la cultura che la giustifica e soprattutto un impegno costante e stabile, un progetto politico ampio, un piano di azione locale e nazionale, un impegno efficace, da parte della Regione e degli enti locali periferici che individui e realizzi programmi seri di azioni positive e di politiche di pari opportunità nel mondo del lavoro, l’attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione professionale, nonché l’attuazione di politiche di prevenzione delle molestie sessuali e delle molestie in genere sui luoghi del lavoro e di politiche di prevenzione e di contrasto alle violenze in genere sulle donne. E’ necessario, quindi, risvegliare le coscienze civili di donne e uomini affinché vengano poste in essere azioni forti e concrete al fine di tutelare e difendere la libertà personale, sessuale e psicologica delle donne, che non trova ancora nella società, ma neppure nella famiglia, un luogo sicuro.
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