Assenze e divergenze nel Pd: fumata nera all’Ente d’Ambito

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Avellino – Una seduta accesa ma priva della fumata bianca da mesi agognata. L’assemblea di questa mattina non ha concesso di riordinare gli assetti all’interno dell’Ato Calore Irpino e non si è proceduto all’elezione del presidente dell’assemblea dell’ente d’ambito, nomina bloccata da diversi mesi a causa dell’evidente impossibilità di raggiungere un accordo. Non va tralasciata, inoltre, la massiccia assenza di molti sindaci del beneventano, tra cui anche quello di Pontelandolfo, peraltro candidato ad una delle due cariche di vertice.
Un’adunanza accesa e non priva di polemiche in cui il commissario della Provincia di Avellino Vincenzo Madonna è stato costretto a richiamare più volte l’ordine. Le prime perplessità, espresse in maniera alquanto forte, sono state avanzate dai rappresentanti del Comune di Sant’Angelo dei Lombardi (Vincenzo Lucido) e di Guardia Lombardi( Francantonio Rossi) che nel corso dell’assise hanno lamentato presunte irregolarità sull’assenza del quorum costitutivo richiesto per il regolare svolgimento dell’assemblea. Dopo le discussioni iniziali, infatti, il quorum si è attestato sul 50,22%. Seduta quindi valida. Ma non sono mancate ulteriori sospensioni e discussioni strategiche che hanno condotto, alla ripresa dei lavori, ad un nuovo conteggio in cui è stato calcolato un quorum pari al 51,83 per cento.
A conteggio avvenuto il sindaco di Cervinara Franco Cioffi ha proposto le candidature ufficiali: Enrico Bonito, sindaco di Montefusco, alla carica di presidente e Cosimo Testa, sindaco di Pontelandolfo nella veste di vice. Sulle votazioni in cui il quorum deliberativo richiesto per legge è pari al 50 per cento, si sono avute…le sorprese.
Il Comune di Ariano Irpino, attraverso il delegato Caso, ha espresso voto favorevole. Un assenso conferito per “puro senso di responsabilità istituzionale”.
A rendere febbrili gli animi e scaldare un’assise già abbastanza turbolenta l’intervento dell’esponente del Pd di Lauro, Fabio Minichiello che, in perfetta inversione di tendenza rispetto all’orientamento del partito, è intervenuto duramente manifestando il proprio voto contrario.
“Sono del Partito democratico – ha affermato – ma questo partito non e’ affatto democratico. Non sappiamo da dove siano usciti questi nomi, da quale cilindro. Non sono state consultate le varie aree del Pd , per questo esprimo voto contrario”.
Sull’assemblea è calato il silenzio che ha gelato soprattutto i sindaci del Pd. Il quorum intanto si attesta sul 50 per cento e… quindi non tutto è perduto. Ma al danno si aggiunge la beffa. A Lauro si aggiunge il voto contrario del rappresentante di Quindici.
Poi il voto finale: quello della Provincia. Il Commissario Vincenzo Madonna, per la correttezza istituzionale richiesta dal ruolo non politico ricoperto all’interno dell’ente, si astiene. La quota del 3 per cento dell’amministrazione provinciale risulta pertanto determinante. Il quorum arriva dunque al 48, 95 per cento.
Una fumata nera che ha provocato non poca amarezza e che alimenterà nuove polemiche soprattutto all’interno del Pd che in questa occasione ha dato ancora una volta testimonianza di poca coesione anche per la presenza di correnti o componenti che iniziano a diventare il reale incubo della segreteria provinciale.Spetta ora al Commissario Madonna trasmettere gli atti alla Regione Campania che potrebbe procedere alla nomina di un commissario.

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