Porta bene all’Avellino Rugby il nuovo impianto di Borgo Ferrovia. E nemmeno l’inquietante presenza dell’ex isochimica sullo sfondo riesce a distrarre i lupi, artefici oggi di una prova generosa che porta in cascina la prima vittoria stagionale. Di fronte il Vesuvio Rugby di Portici. Avversario – va detto – più alla portata per i ragazzi del presidente Roca, ma che comunque non ridimensiona gli irpini. Anzi i partenopei hanno rischiato addirittura di vincere la gara quando a metà ripresa sembrava che i rugbisti di casa fossero incappati nell’ennesimo black-out. Ma questa volta la convinzione nei propri mezzi ha sostenuto la squadra, che è riuscita a riportare sui giusti binari il match, chiudendo con un rotondo 20-6.
Tante le novità. Innanzitutto il pubblico, ancora in crescita: circa 100 le anime presenti sugli spalti. Poi le divise: stessi colori sociali per le due compagini e quindi maglie rovesciate, cavallerescamente, per i padroni di casa, nell’insolita casacca bianca contro avversari con quei colori che da sempre contraddistinguono lo sport nella nostra città. Ancora, il terreno di gioco: era risaputo che giocare sulla terra sarebbe stato insidioso e così è stato. Non sono mancate improvvise ‘perdite di aderenza’ da ambo i lati e la superficie, particolarmente scivolosa per le esigenze della palla ovale, ha creato non poche difficoltà anche sui piazzati. Infine il risultato, che finalmente arride agli uomini di mister Rea e li premia dei tanti sforzi e sacrifici accumulati in questo scorcio iniziale di stagione, restituendo pure quello che spesso l’inesperienza e la sfortuna aveva tolto agli avellinesi.
La cronaca – Partenza cauta per i 30 in campo, consapevoli dell’importanza della posta in palio. La fase di studio si interrompe verso il decimo minuto quando Avellino riesce a sfondare sulla destra con il secondo centro Pierpaolo Ruggiero che realizza la prima meta di giornata, sostenuto da tutto il pacchetto di mischia. Peccato che l’apertura Rauseo non riesca a mettere dentro la trasformazione susseguente.
Il Vesuvio non ci sta e reagisce immediatamente, portandosi più volte ad un passo dalla realizzazione, aiutato anche da qualche frettoloso rinvio della difesa bianca. Ma Avellino nonostante tutto regge l’urto ed evita la meta, consentendo agli ospiti biancoverdi di passare solo con un calcio piazzato di Roberto Caputi. 5-3 per i lupi e nessuna ulteriore emozione prima della fine del tempo.
La ripresa inizia all’insegna della sonnolenza per i padroni di casa. Il Vesuvio prova ad approfittarne, ma come nella prima frazione nei momenti decisivi Avellino si scuote ed evita il peggio. Verso il cinquantacinquesimo l’episodio che avrebbe potuto cambiare il match: i partenopei vedono premiata la loro pressione ancora una volta su punizione. E’ sempre Caputi che mette dentro i tre punti che portano in vantaggio gli ospiti. 5-6 e avellinesi che rischiano di ricadere in quel nervosismo e in quegli errori che tante volte li hanno puniti.
Forse è la paura di vincere a frenare gli irpini. Il vulcanico Luigi Rea lo capisce e prova a caricare i suoi uomini, affidando all’impeto delle corde vocali quello che non può mettere a disposizione sul campo. E finalmente Avellino si risveglia e ricomincia a giocare, regalando al calore del pubblico venti minuti di gran rugby e ben tre mete. E’ il lato sinistro questa volta quello in cui i bianchi riescono a penetrare. Molto bella la prima realizzazione. Manovra pulita dei padroni di casa e ovale a Luca Pericolo che si invola tra le maglie nemiche imprendibile per tutti, fino a ‘schiacciare’ i cinque punti del sorpasso. Poi è la volta di Luca Carpinelli. Potenza e velocità le armi con le quali la terza linea ‘dribbla’ tutti i suoi avversari e mette dentro l’allungo. Allontanati i fantasmi, Avellino sale in cattedra e domina gli avversari, restando costantemente in zona meta con una mischia davvero superlativa a guadagnare centimetro su centimetro. E alla fine arriva la quarta marcatura, ad opera di Marco Rauseo, sempre sul fronte sinistro. L’apertura si fa così perdonare per le tre trasformazioni mancate (complice come detto il terreno di gioco) e fissa il risultato sul definitivo 20-6. La gara non ha più nulla da dire e il fischio finale fa scattare la meritata esultanza degli irpini.
Il commento – Bene, bravi, bis. L’Avellino Rugby conferma di essere in salute e soprattutto in crescita. Inutile dirlo, una vittoria rigenerante che cicatrizza gli acciacchi e tonifica gli animi dello spogliatoio, apparso più compatto e deciso delle precedenti sfide. A questo punto bisogna continuare così, anche perché il calendario prevede ancora un turno casalingo. Definire ostica la gara in programma tra sette giorni è in ogni caso riduttivo. Pronostico chiuso sulla carta quello di domenica prossima contro Santa Maria Capua Vetere che guida la classifica. Anche limitare i danni rappresenterebbe però un altro piccolo tassello verso l’affermazione di una realtà che piace sempre di più. Per verificarlo, appuntamento alle 14.30 in un giorno, il 23 novembre, che tanto significato ha per la gente d’Irpinia. (di Eddy Tarantino)
